Una corsa lunga 10 anni

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I patrimoni in gestione in Europa hanno raggiunto a fine 2018 23,1 trilioni di euro, in aumento del 71% dalla fine del 2007 e del 113% rispetto a fine 2008, a indicare che nell’arco dell’ultimo decennio gli asset sono più che raddoppiati. E’ quanto emerge dall’ultima edizione dell’Asset Management Report,  analisi annuale curata da Efama (European Fund and Asset Management Association) che analizza l’industria europea dell’asset management evidenziando il suo ruolo nel sistema finanziario e l’evoluzione del mercato.

La forte crescita degli asset è da imputarsi alle performance stellari messe a segno da azioni e obbligazioni, soprattutto nel periodo tra il 2012 e il 2017. A questa evoluzione hanno contribuito anche gli afflussi nei fondi d’investimento e nei mandati. In rapporto al Pil europeo, gli asset under management sono passati dal 102% a fine 2007 al 134% a fine 2018. Il calo delle masse registrato nell’anno passato è stato causato dal forte calo dei mercati azionari globali nell’ultimo trimestre.

Regno Unito in testa

Oltre il 76% del patrimonio totale europeo è gestito in cinque Paesi. Il Regno Unito è il mercato più grande, con oltre un terzo degli asset complessivi, seguito da Francia, Germania, Svizzera e Italia. Questa elevata concentrazione rispecchia la dimensione di questi Paesi, la loro esperienza nell’ambito dei servizi finanziari, così come l’ammontare del risparmio che è stato accantonato nel corso del tempo.

In aumento la quota dei fondi d’investimento

A fine 2017 il patrimonio investito in fondi d’investimento si attestava a 12.934 miliardi di euro, il 54,5% degli asset complessivi, mentre le masse gestite nei mandati, pari a 10.816 milioni, pesava sul totale per il 45,5%. Dal 2011 in poi la quota di fondi d’investimento sul patrimonio complessivo è aumentata in maniera costante, raggiungendo nel 2017 un livello superiore a quello toccato prima della crisi finanziaria globale. Questo trend è dovuto principalmente alla presenza di una percentuale più elevata di equity nell’allocazione di portafoglio dei fondi d’investimento rispetto a quella dei mandati in concomitanza con performance molto positive dei mercati azionari nel quinquennio 2012-2017. Un’altra ragione è da imputarsi all’aumento della quota di fondi d’investimento nei portafogli di grandi investitori istituzionali, principalmente assicurazioni e fondi pensione.

L’asset allocation in Europa

A fine 2017 gli asset obbligazionari rappresentavano il 40% del patrimonio gestito dagli asset manager europei, mentre il 32% era investito in equity e il 7% in liquidità o attività equivalenti. Il restante 22% era composto da altre tipologie di investimenti. La prevalenza di strumenti sul reddito fisso riflette il fatto che i bond vengono percepiti come investimenti sicuri per preservare il capitale e generare reddito.

Va detto però che la percentuale di obbligazioni e strumenti monetari nell’asset allocation complessiva sta gradualmente scendendo negli ultimi anni, a favore di altri strumenti, che includono attività immobiliari e infrastrutturali, fondi hedge, prodotti strutturati, private equity. Questo spostamento è stato guidato prevalentemente dalla ricerca di rendimento in un contesto di tassi estremamente bassi su uno spettro sempre più ampio di obbligazioni governative e sui depositi bancari.


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