Un mondo sempre più ricco

dollars-426023_1920

La ricchezza finanziaria a livello globale ha visto una forte accelerazione nel 2017, registrando un’espansione più che doppia rispetto all’anno precedente, quando era stata del 4%, e con un tasso di crescita annuale che, in dollari americani, è stato il più robusto degli ultimi cinque anni. E’ quanto emerge dalla ricerca annuale elaborata da The Boston Consulting GroupGlobal Wealth 2018”, che analizza l’industria globale del wealth management.

Secondo i dati contenuti nel rapporto, la ricchezza finanziaria personale è infatti cresciuta nel 2017 ad un ritmo del 12%, raggiungendo quota 201,9 mila miliardi di dollari, una cifra astronomica che corrisponde a due volte e mezzo il Pil prodotto in un anno a livello globale. I principali driver di questa crescita sono stati due: da una parte il contesto di bull market in tutte le maggiori economie, che si è tradotto in un robusto aumento di valore di azioni, titoli e fondi di investimento, e dall’altra il significativo apprezzamento di tutte le principali valute nei confronti del dollaro statunitense.

In che genere di attività finanziarie è investita questa gigantesca mole di denaro? In termini di asset class, 121,6 mila miliardi di dollari, che corrispondono al 60% della ricchezza totale, consistono in attività investibili (principalmente azioni, obbligazioni, fondi d’investimento, depositi e liquidità), mentre il 40% restante (80,3 mila miliardi di dollari circa) è detenuto in asset non investibili o illiquidi come assicurazioni sulla vita, fondi pensione e partecipazioni in aziende non quotate. Le quote in base alle quali due tipologie di asset, investibili e illiquide, si sono combinate a comporre la ricchezza finanziaria personale nel 2017 sono state molto differenti a seconda dell’area geografica: la percentuale di investimenti in attività non investibili, soprattutto fondi pensione, è decisamente più elevata nei paesi sviluppati rispetto alle economie emergenti. Il Medio Oriente possiede la quota più alta di ricchezza investita in asset investibili, mentre i residenti in Oceania ne detengono la quota più bassa.

In termini assoluti, la maggior parte della ricchezza in attività finanziarie liquide è appannaggio dei paesi sviluppati, con gli Stati Uniti che da soli ne detengono oltre 44 mila miliardi di dollari. Per fare un paragone, il patrimonio complessivo dei primi dieci paesi in via di sviluppo sommati insieme non arriva a 30 mila miliardi di dollari.

Cosa possiamo aspettarci per il futuro? Il rapporto di Boston Consulting Group prevede che, se l’espansione economica dovesse proseguire nei prossimi anni al ritmo attuale, la ricchezza finanziaria personale potrebbe crescere ad un tasso annuo composto di circa il 7% (valorizzata in dollari Usa) nei prossimi cinque anni, dal 2017 al 2022. Tuttavia, se dovesse peggiorare il quadro geopolitico, ci fosse un rallentamento nella crescita economica globale, o correzioni importanti sui mercati finanziari, la crescita della ricchezza potrebbe essere marcatamente più ridotta, attestandosi ad un tasso annuo composto del 4%. Nello scenario peggiore, se le maggiori economie mondiali dovessero essere travolte da una vera e propria crisi, la crescita della ricchezza finanziaria personale nei prossimi cinque anni potrebbe crollare a meno dell’1% all’anno.


TOP