Un anno all’insegna di volatilità e incertezza

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Maggiore volatilità sui mercati, aumento dei tassi di interesse, tensioni commerciali, rischio di bolle di mercato, fine del bull market sulle borse statunitensi. Sono queste le principali aspettative e preoccupazioni dei fund buyer nel 2019, come emerge dal report “Pronti, ai posti …aspetta!” l’indagine condotta a livello globale da Natixis Investment Managers tra 200 fund buyer, responsabili della selezione dei fondi all’interno di private bank, assicurazioni, fondi di fondi e altre piattaforme retail.

I principali fattori di rischio

Più della metà (58%) dei fund buyer ha identificato l’aumento dei tassi di interesse come il principale rischåio di portafoglio nel 2019, mentre il 78% prevede un aumento dei tassi di interesse nel corso dell’anno.
Anche la volatilità è una delle principali preoccupazioni dei fund buyer: l’84% degli intervistati prevede un aumento della volatilità dei mercati azionari nel 2019.
Quasi due terzi (60%) degli interpellati ritiene che la regolamentazione, introdotta dopo la crisi finanziaria, abbia fatto ben poco per mitigare i rischi di mercato attuali e futuri. Una percentuale più o meno analoga si aspetta la fine del rialzo dell’azionario statunitense nei prossimi 12 mesi.
I fund buyer rimangono inoltre diffidenti nei confronti delle bolle di mercato. Essi vedono la maggior parte del pericolo nelle criptovalute, oltre che nel mercato tecnlogico, obbligazionario e immobiliare.

Da preferire la gestione attiva

In un contesto caratterizzato da maggiore volatilità e incertezza, il 75% degli interpellati ritiene quindi che stia diventando sempre più difficile ottenere alfa con mercati sempre più efficienti, dichiarandosi disponibile a pagare commissioni più elevate a fronte di potenziali sovraperformance e concordando sul fatto che il contesto di mercato del 2019 è con molta probabilità favorevole alla gestione attiva del portafoglio.

Le continue incertezze politiche ed economiche hanno spinto i fund buyer a ridurre le aspettative di rendimento a lungo termine a una media del 7,7%, rispetto all’8,4% dello scorso anno. Ma la ricerca rivela anche che i fund buyer sono sicuri di riuscire a gestire le sfide che si presenteranno nel corso dell’anno.

Dall’indagine emerge che nel 2019 i fund buyer non intendono modificare l’asset allocation per il segmento wholesale, continuando a prediligere gli asset rischiosi. Le azioni e il reddito fisso restano di gran lunga le classi d’investimento preferite, ma i fund buyer intendono ridurre la loro esposizione complessiva sulle azioni di 1,2 punti percentuali arrivando al 43% (più basso rispetto al 44% del 2018). Essi intendono inoltre aumentare l’esposizione alle asset class alternative (+19% nelle infrastrutture; +15% nel private debt; +17% nel real estate), con il 70,1% delle allocazioni alternative complessive indirizzato verso asset liquidi. Gli alternativi sono considerati strumenti preziosi per raggiungere gli obiettivi di performance, gestire il rischio e diversificare il portafoglio.

Azionario: si riduce l’esposizione agli Usa, aumenta il peso degli emergenti

Poco meno della metà (44%) dei fund buyer dichiara l’intenzione di diminuire la propria allocazione alle azioni americane, con un atteggiamento più bilanciato verso l’azionario europeo. Una parte significativa (39%) degli interpellati intende aumentare la propria allocazione alle azioni dei mercati emergenti nel 2019. A livello settoriale, i fund buyer si attendono una sovraperformance del settore dei finanziari, healthcare e information technology e una sottoperformance dei materiali e real estate. L’esposizione sul reddito fisso è sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente. L’eccezione più significativa è rappresentata da un ridotto entusiasmo per l’high yield, a causa delle preoccupazioni per l’aumento dei tassi d’interesse e per la capacità degli emittenti high yield di far fronte ai propri impegni.


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