Tornano in auge i fondi hedge

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Il 2017 ha segnato il grande ritorno dei flussi nell’industria dei fondi alternativi, in particolare negli hedge fund, dopo anni di difficoltà dovute essenzialmente a performance non certo eccezionali. In particolare nell’ultimo trimestre gli investimenti hanno registrato una forte accelerazione, che ha portato gli asset totali a un nuovo record, e che ha consentito di chiudere il primo anno senza mesi negativi dal 2003. Dicembre ha infatti segnato il quattordicesimo mese consecutivo con il segno più per l’HFRI Fund Weighted Composite Index, che ha chiuso il 2017 con un +8,7% anno su anno. Secondo i dati contenuti nel report HFR Global Hedge Fund Industry, rilasciato da Hedge Fund Research, nell’anno passato gli investitori hanno allocato nei fondi hedge 9,8 miliardi di dollari, mentre gli asset in gestione dell’industria hanno toccato quota 3.210 miliardi di dollari.

Anche per il 2018 le aspettative per l’industria sono positive: secondo un sondaggio condotto da Barclays su 335 investitori che rappresentano oltre 1.000 miliardi di dollari di investimenti, il comparto dovrebbe continuare a beneficiare degli investimenti da parte di fondi pensione e family office, che incrementeranno le quote di fondi hedge nei loro portafogli a discapito dei fondi tradizionali.
Se però negli ultimi anni i prodotti più popolari sono stati quelli che adottano strategie long/short e event driven, oggi l’interesse degli investitori si concentra maggiormente su strategie quantitative e macro.

Cosa guida le scelte di questa sofisticata fascia di investitori? Bisogna tenere presente che siamo ormai in una fase piuttosto avanzata del ciclo economico, in primis negli Stati Uniti, e di conseguenza gli investitori sono alla ricerca di una maggiore diversificazione dei loro portafogli su classi di investimento che siano meno legate all’andamento dei mercati azionari. Da questo punto di vista, gli hedge fund sono strumenti che per definizione si pongono come obiettivo la protezione del capitale proprio offrendo rendimenti decorrelati rispetto alle principali asset class. Un altro aspetto da considerare è legato al contesto caratterizzato da politiche monetarie accomodanti che perdurano ormai da diversi anni, con il comparto del reddito fisso che ormai esprime rendimenti molto bassi e offre opportunità estremamente limitate, soprattutto a fronte di eventuali aumenti dei tassi d’interesse più rapidi del previsto, che renderebbero il comparto molto vulnerabile. I fondi hedge possono quindi rappresentare un’alternativa per investitori alla ricerca di rendimento ma che non vogliono aumentare l’esposizione al rischio azionario.

Va evidenziato che un contesto caratterizzato da una politica monetaria più restrittiva potrebbe essere favorevole alle performance di questo tipo di strumenti: guardando alle serie storiche, nei precedenti cicli di rialzo dei tassi di interesse statunitensi (i bienni 1994-1995 e 1999-2000, il triennio 2004-2006) i fondi hedge sono stati l’asset class che ha generato i rendimenti migliori, e si sono rivelati buoni strumenti di diversificazione e decorrelazione rispetto alla asset class più tradizionali, azionario e obbligazionario.


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