Spazio alla liquidità nei portafogli

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Nonostante le molteplici incognite a livello geopolitico, a partire dalla guerra commerciale tra Usa e Cina, che in questo momento rappresenta la minaccia più grande per la crescita economica mondiale, il consensus sulle prospettive dei mercati finanziari globali in questo scorcio di fine 2018 sembra caratterizzato da maggiore serenità.

Questa rinnovata positività emerge dall’outlook del Panel Strategist di Aiaf, l’Associazione Italiana per l’Analisi Finanziaria, che ha appena rilasciato il Portafoglio Ottimizzato per il quarto trimestre, pubblicazione trimestrale che rappresenta un compendio delle view di mercato degli analisti del gruppo guidato da Giacomo Fedi, e che vede al suo interno associati provenienti da realtà come Anima, Arca Sgr, Cassa Lombarda, Intesa Sanpaolo, JP Morgan Asset Management, Kairos Partners Sgr e UBI Pramerica Sgr.

L’asset allocation ottimizzata per l’ultimo trimestre del 2018 riflette un generale aumento della propensione al rischio, con miglioramenti delle view diffusi tanto tra le asset class azionarie, quanto tra quelle obbligazionarie. Nonostante il rinnovato entusiasmo degli strategist, la liquidità diventa però l’asset class con il maggior sovrappeso, segno che il recente aumento della volatilità induce a un più marcato controllo del rischio.

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Sul fronte azionario, migliora il giudizio sull’equity del Giappone, che passa da neutrale a positivo, e sul mercato azionario emergente, da neutrale a leggermente positivo.

Per quanto riguarda l’obbligazionario, migliora la view sui bond corporate statunitensi e sui titoli obbligazionari emergenti, mentre si nota la discrasia sui bond italiani fra view del panel, leggermente negativa, e sovrappeso dell’ottimizzatore (una variabile che nella costruzione del portafoglio si pone l’obiettivo di massimizzazione dello sharp ratio): nonostante la recente crisi italiana, la dinamica del debito italiano appare infatti meno volatile di quella dei Bund, ancora assenti nel portafoglio ottimizzato di Aiaf. Rispetto al portafoglio modello del trimestre precedente emerge come nell’asset allocation ottimizzata per l’ultimo quarto sia stata ridotta in maniera consistente (circa cinque punti percentuali) l’esposizione ai bond governativi statunitensi.


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