Reti sempre con il segno più, ma cala il gestito

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Dopo un 2017 che si era rivelato da record, anche grazie all’introduzione dei Piani individuali di risparmio, le reti di consulenti finanziari riescono comunque a mantenere la raccolta netta in territorio ampiamente positivo, anche se i prodotti del gestito (dai quali ricevono generalmente le maggiori provvigioni) segnano una decisa discesa rispetto allo scorso anno.  

Nel primo trimestre del 2018, la raccolta netta in prodotti finanziari e servizi d’investimento delle società aderenti ad Assoreti ha raggiunto infatti quota 8,4 miliardi di euro, con una flessione del 9,4% sul trimestre precedente (9,2 miliardi) e del 16,4% rispetto al primi tre mesi del 2017 (10,0 miliardi). La raccolta netta sui prodotti del risparmio gestito si attesta a 5,0 miliardi di euro, con una riduzione di circa il 46,0% in termini congiunturali e tendenziali, e risulta pari al 60,0% dei volumi totali realizzati dalle reti. Diversamente, le risorse nette complessivamente raccolte sui prodotti in regime amministrato si attestano a 3,4 miliardi di euro, importo che si confronta con i deflussi osservati nel trimestre precedente (-98 milioni di euro) e i volumi nettamente più contenuti riscontrati nel primo trimestre del 2017 (607 milioni di euro).

L’analisi per macro tipologia di prodotto evidenzia come, nell’ambito del risparmio gestito, le scelte di investimento hanno privilegiato in maniera sostanzialmente paritaria le gestioni collettive e i prodotti assicurativi-previdenziali. I volumi di raccolta netta realizzati sugli Oicr ammontavano a 2,4 miliardi di euro e rappresentano il 48,3% delle risorse nette confluite nel comparto, mentre i premi netti versati su polizze assicurative e prodotti previdenziali risultavano pari a 2,2 miliardi di euro, ossia al 43,7% del risultato di raccolta ottenuto dalle reti nell’ambito del risparmio gestito.

L’86,5% degli investimenti netti in Oicr è confluito sulle gestioni collettive aperte di diritto estero, sulle quali sono state destinate, nel complesso, risorse nette per 2,1 miliardi di euro (sono incluse le movimentazioni sui fondi di fondi il cui saldo è negativo per 672 milioni di euro), mentre i volumi di raccolta realizzati sugli Oicr aperti di diritto italiano ammontavano a 321 milioni di euro. In termini di macro-categorie, le scelte di investimento hanno privilegiato i fondi comuni flessibili, con risorse nette pari a quasi 1,7 miliardi di euro, seguiti dagli Oicr azionari, con una raccolta netta di 894 milioni di euro, e da quelli bilanciati, con 138 milioni di euro. La raccolta netta in prodotti assicurativi è positiva per 2,0 miliardi di euro; si registra, pertanto, un calo congiunturale del 37,5% e una riduzione rispetto al primo trimestre del 2017 pari al 28,5%, riconducibile alla flessione dei premi lordi versati nei primi tre mesi dell’anno (-19,0% in termini congiunturali e tendenziali).

Nel trimestre trova conferma la maggiore propensione all’investimento in unit linked, sulle quali confluisce il 54,4% dei premi lordi assicurativi. Tuttavia, in termini di volumi netti prevale la raccolta realizzata sulle polizze multi-ramo, pari a 779 milioni di euro, mentre i flussi sulle unit linked ammontano a 596 milioni di euro. Le polizze vita tradizionali, invece, registrano versamenti netti complessivi per 638 milioni di euro risultando, così, l’unica tipologia di prodotto assicurativo a evidenziare un incremento congiunturale e tendenziale. La raccolta netta realizzata sulle gestioni patrimoniali individuali ammontava a 403 milioni di euro e risulta in calo sia rispetto al trimestre precedente (909 milioni) sia nel confronto con i primi tre mesi del 2017 (1,6 miliardi).

Gli investimenti netti tendono a ripartirsi in maniera sostanzialmente equa tra le Gpf (213 milioni) e le Gpm (189 milioni), sulle quali si confermano le dinamiche tendenziali di contrazione, mentre in termini congiunturali si osserva la crescita dei volumi di raccolta sulle gestioni patrimoniali mobiliari. Pertanto, il contributo complessivo delle reti all’intero sistema degli Oicr aperti, realizzato attraverso il collocamento diretto di quote di fondi comuni d’investimento e il collocamento indiretto, ossia tramite la distribuzione di gestioni patrimoniali in fondi e di prodotti assicurativi e previdenziali, si è attestato su un ammontare di 4,1 miliardi di euro, pari al 47,1% dell’intera raccolta del sistema fondi (8,7 miliardi di euro).

A fine marzo 2018 la consistenza patrimoniale dei prodotti finanziari e dei servizi di investimento distribuiti dal campione di imprese associate ad Assoreti, tramite le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, ammontava a 518,2 miliardi di euro, valore sostanzialmente allineato a quanto osservato a fine 2017 (518,5 miliardi di euro). Le masse complessive dei prodotti del risparmio gestito sono pari a 379,6 miliardi di euro, con una flessione dello 0,8% rispetto al trimestre precedente (+7,0% su marzo 2017), mentre la valorizzazione della componente in regime amministrato ha raggiunto i 138,5 miliardi di euro, con una crescita congiunturale pari all’1,9% (+6,1% su marzo 2017).

Vice direttore di Fondi&Sicav, il mensile dedicato all'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria


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