Quando la consulenza è certificata

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Massimo Giacomelli, responsabile della rete dei consulenti finanziari di Widiba chiarisce i punti di forza del consulente in carne e ossa rispetto a un robo-advisor e suggerisce quali elementi dovrebbe valutare un investitore prima di scegliere a quale advisor affidarsi.

In Italia iniziano a prendere piede i robo-advisor. Perché un investitore dovrebbe scegliere un consulente finanziario?

Il robo-advisory fa contrarre i costi e i prezzi, come lo sono state le piattaforme di trading negli anni ’90, ma la differenza si fa sulle competenze. I robo-advisor non sono adeguati a chi cerca buoni consigli per i propri investimenti. Se lasciato solo l’investitore rischia di cadere nella trappola dell’emotività, specialmente con una situazione di mercato volatile. Non a caso chi non è supportato da un buon consulente tende ad acquistare sull’onda dell’euforia e vende in momenti di panico. Le conseguenze di una singola scelta sbagliata possono essere gravi per la salute del portafoglio. Una macchina non potrà mai gestire la componente emotiva di un investitore. Un consulente può avere una visione più ampia e complessiva di quali siano le esigenze del suo cliente, i suoi obiettivi durante il ciclo di vita, le tematiche successorie, la fiscalità, la sovrapposizione tra patrimonio aziendale e personale. Solo una conoscenza approfondita a 360 gradi consente una pianificazione efficace in un orizzonte di lungo termine. La componente tecnologica non va eliminata, ma viene sviluppata per essere al servizio del consulente, parliamo di robo for advisor, per facilitare il suo lavoro e permettergli di concentrarsi ancor di più sulla relazione con il cliente e sul soddisfacimento dei suoi progetti di vita.

Quali elementi dovrebbe considerare un investitore prima di scegliere a quale consulente finanziario affidarsi?

Così come si sceglie un medico o un avvocato, sarebbe auspicabile che i clienti analizzassero prima le proprie esigenze per individuare attraverso i refferrals, o il web, il professionista con le migliori competenze nel settore specifico. Widiba ha lavorato tantissimo per elevare le competenze dei propri consulenti in questa direzione ed è la prima banca italiana con professionisti certificati secondo uno standard di qualità Uni Iso nell’ambito del proprio servizio di consulenza globale, tramite un ente terzo. La banca si è proposta, infatti, di elevare l’attività dei propri consulenti finanziari a consulenti patrimoniali, offrendo loro percorsi di formazione qualificati con l’obiettivo di permettere ai clienti una maggiore consapevolezza dei loro bisogni e delle soluzioni offerte. Oggi la consulenza finanziaria non può prescindere dall’essere consulenza patrimoniale e pianificazione finanzia a 360 gradi, senza conflitti di interesse, con un’offerta di architettura aperta vera che possa rispondere realmente ai progetti di vita dei clienti selezionando gli investimenti più adatti alla loro realizzazione.

Quali elementi dovrebbe invece considerare un investitore per giudicare l’operato del suo consulente finanziario?

La soddisfazione dei propri bisogni contemporanei e prospettici a 360°, l’ascolto e la comprensione dei propri obiettivi, l’assistenza, anche con l’ausilio di nuove tecnologie, l’offerta di un’architettura aperta vera senza conflitto di interessi e l’educazione finanziaria. Il consulente deve assolvere anche un ruolo “sociale”, di accrescimento culturale finanziario dei propri clienti facendoli diventare consapevoli delle attività poste in essere e soprattutto dei rischi legati ai singoli investimenti.

 

Vice direttore di Fondi&Sicav, il mensile dedicato all'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria


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