«Primi in Europa per raccolta»

«Primi in Europa per raccolta»

Oltre a essersi piazzata al primo posto assoluto nel Vecchio continente in termini di nuovi afflussi, Nordea ha consolidato i rapporti con molte realtà e avviato nuove partnership. Ne abbiamo parlato con il responsabile per l’Italia, Fabio Caiani.

Qual è stato l’elemento più positivo, e quello meno, per la vostra società in un anno caratterizzato dalla grande incertezza sui mercati?

«Possiamo sicuramente considerare il 2016 come un anno molto positivo. Al di là dei numeri che ci vedono al primo posto assoluto in Europa in termini di raccolta, siamo soddisfatti di come ciò è avvenuto. Abbiamo consolidato i rapporti con molte importanti realtà e avviato nuove rilevanti partnership. Siamo orgogliosi della fiducia concessaci da tanti investitori e consapevoli della responsabilità che ciò comporta. Proprio per questo motivo, allo scopo di mantenere elevata la qualità delle nostre soluzioni, nel mese di settembre abbiamo dovuto procedere alla soft closure del nostro prodotto di maggiore successo, che stava crescendo a ritmi impressionanti:quasi 2 miliardi al mese. Sotto il profilo delle performance, la parte finale dell’anno è stata invece più avara di soddisfazioni: la forte rotazione settoriale sui mercati azionari ha impattato su alcune delle nostre strategie che, pur rimanendo ampiamente positive dall’inizio dell’anno, sono state meno brillanti del solito. Rimaniamo tuttavia convinti della bontà delle nostre scelte e siamo sicuri che, grazie all’ottimo ventaglio di proposte di grande qualità a disposizione, potremo giocare un ruolo da protagonisti anche per il prossimo anno e meritarci ancora la fiducia dei nostri investitori».

Il 2016 verrà ricordato come l’anno delle grandi sorprese (la Brexit, le elezioni Usa, il referendum costituzionale in Italia). Quali sono state le reazioni a caldo degli investitori italiani?

«Dopo un avvio così tumultuoso sui mercati, molti investitori sono rimasti alla finestra prima di rifugiarsi in soluzioni che avevano dimostrato una buona tenuta proprio durante le prime settimane dell’anno, sperando di essere riusciti a “proteggersi” da ulteriori fasi negative delle piazze finanziarie, vista l’intensa agenda politica. In realtà, nonostante i mercati fossero stati colti di sorpresa, le reazioni sono state moderate. Sulla base della nostra esperienza, i clienti, seppure preoccupati dai possibili scenari, hanno cercato di guardare oltre questi rischi politici e focalizzarsi sulle prospettive a più medio termine».

Il 2017 si preannuncia come un anno molto diverso dai precedenti (il ritorno dell’inflazione, l’aumento dei tassi in Usa, la comparsa del termine tapering anche in Europa). Alla luce di questi elementi quali nuovi strumenti di investimento lancerete nel 2017?

«Sì, perlomeno questo è ciò che i mercati stanno indicando. In realtà non sappiamo bene come l’amministrazione Trump andrà a finanziare la crescita che dovrà generare inflazione e l’ulteriore aumento dei tassi atteso. Probabilmente i mercati all’inizio del 2017 si muoveranno sulla scia della fase post-elezioni americane continuando a creare aspettative importanti. Ciò significa però che, se nella seconda metà dell’anno queste aspettative dovessero essere disattese, le reazioni potrebbero essere marcate sul segmento azionario che più sta beneficiando di queste considerazioni».

Vice direttore di Fondi&Sicav, il mensile dedicato all'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria


TOP