Portafogli sempre più sostenibili

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Cambiamento climatico, trasformazioni demografiche e rivoluzione tecnologica stanno dando un nuovo assetto al nostro pianeta, ai nostri valori e ai nostri investimenti. In tale contesto, il tema della sostenibilità sta assumendo sempre maggiore risalto nell’agenda degli investitori.

Questo si riflette nella crescente importanza dei fondi di investimento sostenibili, che investono in attività che si dimostrano redditizie nell’ambito ambientale o sociale e nelle aziende che si stanno preparando in maniera proattiva per i cambiamenti futuri.

Gli ostacoli principali

Permangono tuttavia diverse barriere che impediscono ancora agli investimenti sostenibili di realizzare il loro pieno potenziale. Come emerge dal Global Investor Study 2018, ricerca condotta da Schroders su oltre 22.000 investitori in 30 Paesi del mondo, e che quest’anno si è focalizzata proprio su questo tema, la maggior parte degli intervistati (il 57%) indica, tra gli ostacoli principali che limitano l’allocazione in questa tipologia di attività, non, come avveniva fino a tempi recenti, l’aspettativa di performance deludenti, bensì la mancanza di informazioni. La convinzione che gli investimenti sostenibili non siano in grado di generare gli stessi rendimenti che si possono ottenere dagli investimenti non sostenibili è ormai sostenuta infatti da una minoranza di persone: solo un investitore su quattro afferma che questa è la ragione per cui non investe o investe poco in asset sostenibili, ed è una preoccupazione maggiormente sentita in Cina e Indonesia, dove rispettivamente il 39% e il 38% degli intervistati l’ha indicata come ostacolo principale.

Nonostante questi limiti la crescita degli investimenti sostenibili non si ferma: tre quarti degli intervistati affermano che negli ultimi cinque anni gli investimenti sostenibili hanno assunto per loro maggiore importanza, in percentuale più elevata, e questo non sorprende, tra le generazioni più giovani (lo sostiene infatti l’88% degli intervistati tra i 18 e i 44 anni, contro il 66% degli over 45).

Maggiore interesse tra gli investitori esperti

Il crescente interesse per gli investimenti sostenibili è particolarmente forte tra gli investitori esperti. In base allo studio, chi ritiene di avere ampie conoscenze finanziarie è più propenso ad allocare una percentuale maggiore del portafoglio totale agli investimenti sostenibili in previsione di rendimenti superiori per il portafoglio nel suo complesso.
Gli investitori che si considerano esperti e ritengono di avere un livello di competenze avanzato dichiarano infatti di investire in media il 42% del portafoglio in fondi sostenibili (rispetto al 32% tra chi dichiara di avere solo una preparazione di base) e si attendono un rendimento medio annuo del portafoglio totale peri al 10,9% (rispetto all’8,8% tra i principianti). Questo trend è particolarmente pronunciato negli Stati Uniti.

Usa in testa, Giappone fanalino di coda

A livello geografico, gli statunitensi (47%) dichiarano di investire una percentuale superiore del portafoglio totale in fondi sostenibili rispetto agli altri Paesi, mentre al fondo della classifica troviamo i giapponesi, con il 24%.
In Europa al primo posto troviamo gli svedesi (45%) mentre tra i mercati emergenti il podio è composto da Cina (45%), Sudafrica (45%) e Indonesia (45%).
Nelle economie emergenti (inclusi Brasile e India), dove le tensioni sociali e le problematiche ambientali sono particolarmente acute, vi è una tendenza a investire di più in fondi sostenibili. Le difficoltà infatti potrebbero aver contribuito ad accrescere l’attenzione per il tema della sostenibilità.


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