Pensione, non si risparmia abbastanza

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Pianificare il proprio futuro è sicuramente una delle priorità nei pensieri di molte persone, e a rivestire un ruolo chiave nella sua costruzione sono sicuramente gli investimenti. Quando si arriva al momento del pensionamento, ci sono diversi strumenti e modalità attraverso cui ricavare delle entrate finanziarie aggiuntive, ma per ottenere il livello di benessere che la maggior parte di noi ritiene adeguato alla sua nuova condizione un elemento risulta assolutamente cruciale: il risparmio che si è accantonato durante gli anni di vita lavorativa.

Il Global Investor Study 2017, ricerca condotta da Schroders su un campione di oltre 22.000 investitori in 30 paesi del mondo, ha indagato come le persone si stanno preparando ad affrontare il momento del pensionamento, e analizzato le esperienze di coloro che sono già in pensione. I risultati dell’indagine evidenziano che se la fonte principale del reddito accantonato in vista dell’uscita dal mondo del lavoro è rappresentato da risparmi e investimenti, le persone non risparmiano comunque abbastanza. Per chiudere il gap tra risparmio attuale e risparmio necessario per garantire un adeguato tenore di vita al momento del pensionamento è necessario quindi accantonare una percentuale maggiore del reddito.

Dallo studio emerge infatti che al livello globale gli investitori non ancora pensionati accantonano in media l’11,4% del proprio stipendio in previsione dell’uscita dal mondo del lavoro, ma anche che ben due terzi (il 66%) degli investitori già in pensione rimpiangono di non aver risparmiato di più. La percentuale media più elevata di reddito accantonato per la pensione si registra in Asia (13%) e quella più contenuta in Europa (9,9%), mentre nelle Americhe l’investitore medio risparmia il 12,5% del reddito.

Gli investitori italiani condividono il timore di non risparmiare abbastanza in vista della pensione e la maggior parte degli investitori già pensionati vorrebbe aver accumulato più risparmi per la vita dopo il pensionamento. In media, gli investitori italiani che ancora lavorano stanno risparmiando il 9% del proprio reddito annuale in vista della pensione, ma ritengono che per vivere confortevolmente durante la pensione dovrebbero accumulare di più, vale a dire il 12,6% del reddito annuale. Solo la metà degli italiani pensa che il reddito che percepirà durante la pensione sarà sufficiente per vivere in modo confortevole, mentre del 50% rimanente, il 38% pensa che più reddito sarebbe d’aiuto e il 12% crede che avrà difficoltà nella vita da pensionato. Spostando l’attenzione sugli investitori che sono già in pensione, ben 6 italiani su 10 (59%) vorrebbero aver risparmiato di più in vista della pensione, e tra questi un 15% vorrebbe aver messo da parte molto di più.

Come si può colmare questo gap e riuscire a risparmiare di più? La fonte principale di reddito in età pensionistica per gli investitori italiani è e continuerà ad essere rappresentata dalla pensione statale (28%), seguita da pensione in capo alle società private (18%), altri tipi di risparmi (16%) e pensioni personali (13%), mentre a livello globale la pensione statale si piazza al secondo posto, contribuendo per il 19%, contro il 20% derivante da risparmi e investimenti. Uno dei modi per accantonare una quota maggiore di reddito potrebbe essere quello di lavorare più a lungo, e di questo gli investitori sembrano essere consapevoli. Alla domanda sull’età di pensionamento desiderata da un lato e attesa dall’altro, gli intervistati livello globale hanno dichiarato in media di sperare di andare in pensione a 60,2 anni, ma di aspettarsi realisticamente di terminare di lavorare a 63 anni. In Italia, la differenza risulta molto più evidente, in quanto l’età desiderata si ferma a 61,9 anni, mentre quella attesa sale a 67,5 anni.

Come ha ben sintetizzato Lesley-Ann Morgan, global head of defined contribution and retirement, Schroders: «E’ ben noto che le persone non stiano risparmiando abbastanza per la pensione e questa ricerca mostra che anche coloro che possono definirsi degli investitori esperti non stanno mettendo abbastanza denaro da parte. Il gap pensionistico è aggravato ulteriormente dal fatto che siamo in un’epoca di bassi tassi e bassi rendimenti – per raggiungere i propri obiettivi, le persone hanno bisogno di risparmiare ancora di più rispetto a quanto non hanno fatto i risparmiatori delle generazioni precedenti». Come? «Lo strumento più potente nelle mani dei risparmiatori è il tempo» spiega ancora la Morgan. «Iniziare presto a mettere soldi da parte ha un’influenza determinante sull’ammontare del reddito pensionistico. Reinvestire i rendimenti equivale a risparmiare anche per 30-40 anni in più: è il miracolo della capitalizzazione».


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