Nasdaq, quotazioni elevate ma prospettive ancora attraenti

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Il settore tecnologico è stato molto di supporto per le performance dei mercati statunitensi nell’ultimo decennio, anche se bisogna notare che in gran parte ciò è stato una conseguenza dei migliori flussi di cassa e della crescita degli utili di alcune delle società di questo settore, e non si può quindi parlare di un puro momentum per i prezzi.

La regolamentazione più severa è il rischio maggiore per le grandi società tecnologiche e i toni tenuti dai democratici prima delle elezioni negli Stati Uniti sembrano in fase di inasprimento, tuttavia, il settore tecnologico continua a guidare l’innovazione e il progresso (mentre alcuni settori sono solo impattati dallo sviluppo tecnologico), e i parametri di valutazione, come il flusso di cassa disponibile o lo stato di salute del bilancio, rimangono più che accettabili (e spesso migliori della media di mercato). Inoltre, la tecnologia copre un ruolo sempre più centrale anche in altri settori, grazie all’adozione dell’analisi dei big data, dell’avanzamento della digitalizzazione, della robotica, dell’intelligenza artificiale.

Attualmente gli Stati Uniti offrano l’ambiente di incubazione migliore al mondo per le società tecnologiche. Negli Usa ci sono poche barriere di entrata nel costituire una società tech: gli ostacoli regolatori sono bassi; la strada verso l’Ipo è ben trafficata di investitori e c’è un’ottima offerta di forza lavoro ben preparata.

Nonostante ciò, gli investitori dal lato statunitense sono preoccupati dalla decisa spinta della Cina verso l’intelligenza artificiale e dagli effetti che questo potrebbe avere nella leadership Usa. Nel luglio del 2017 Pechino ha dichiarato di voler raggiungere la parità con gli Stati Uniti nel ramo dell’AI entro il 2020, per diventarne poi leader entro il 2030 grazie alla costruzione di un’industria domestica del valore di 150 miliardi di dollari. Stiamo vedendo questa competizione in tempo reale.

Anche all’interno del settore tecnologico ci sono diverse società che stanno affrontando sfide secolari, così come società di semiconduttori molto cicliche, aziende high growth secolari e diverse società di servizi alle imprese, tutte con caratteristiche e driver di performance molto differenti. Raggruppare questi diversi tipi di società tecnologiche all’interno di un’unica categoria sarebbe un errore.

Non bisognerebbe sottostimare l’impatto che altri segmenti del mercato hanno avuto sulle performance nell’ultimo decennio e assumere che solo la tecnologia abbia giocato un ruolo. I titoli growth ad elevato compounding nell’healthcare potrebbero non risultare attraenti per i media, ma in realtà possono contribuire in modo significativo alle performance sul lungo termine.

L’amministrazione Usa è chiaramente preoccupata dalla direzione che la Cina sta prendendo e dal suo mettere nel mirino proprio gli Stati Uniti. La guerra dei dazi è dunque una questione che appare alquanto fasulla, quando il vero problema è quello del trasferimento delle tecnologie, ovvero della proprietà intellettuale.
Aldilà dell’inversione di tendenza della Fed, che ha reso l’azionario una classe d’investimento relativamente più attraente, l’esito delle discussioni commerciali e legate alla proprietà intellettuale tra Stati Uniti e Cina sarà fondamentale.


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