Mercati emergenti sempre più protagonisti

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Nonostante la crisi finanziaria e il ritmo molto lento della crescita economica mondiale dal 2008 in poi, la ricchezza globale, tra il 2000 e il 2017, è più che raddoppiata, con un aumento di 163 mila miliardi di dollari. In media la crescita è stata approssimativamente del 5% annuo, ma questi 17 anni vanno divisi in due periodi distinti, con caratteristiche molto differenti. Prima della crisi finanziaria la ricchezza globale cresceva a un tasso annuo del 9,5%. Il 2008 ha segnato una pesante battuta d’arresto, con un pesante calo del 12,6%, e dal 2009 in poi il ritmo di crescita della ricchezza è stato decisamente più moderato rispetto ai primi anni del nuovo millennio, attestandosi a un tasso annuo del 3,8%.

Cosa accadrà in futuro? Secondo le stime del Credit Suisse Research Institute, contenute nel Global Wealth Report 2017, la ricchezza nei prossimi cinque anni continuerà a crescere ma ad un ritmo ancora piuttosto contenuto, analogo a quello dell’ultimo decennio, intorno al 3,9% annuo. Entro il 2022 l’istituto prevede che nel mondo verrà generato un patrimonio complessivo di circa 60 mila miliardi di dollari, che corrisponde a un reddito di circa 6.400 dollari per adulto. La banca elvetica, che nelle precedenti stime prevedeva un tasso di crescita del 5,4%, spiega che questo trend di crescita più lento nella generazione di ricchezza è dovuto in gran parte al fatto che il tasso di crescita degli asset finanziari nei prossimi cinque anni sarà inferiore rispetto al previsto, con aspettative di ritorni modesti in particolare dai principali mercati azionari mondiali.

A livello geografico il tasso di crescita della ricchezza non sarà uniforme, e il maggiore dinamismo si riscontrerà nei mercati emergenti: tra il 2000 e il 2017 le economie emergenti hanno accresciuto la loro quota di ricchezza globale dall’11% al 19%, e questo incremento è destinato a proseguire, anche se a un ritmo più moderato. Si prevede che nei prossimi cinque anni le economie emergenti accumuleranno ricchezza a una velocità doppia rispetto a quello dei mercati sviluppati, con una crescita stimata del 6,5% annuo contro un 3,3% dei paesi sviluppati, e nel 2022 arriveranno a detenere il 22% della ricchezza globale. Tra le economie emergenti il percorso della Cina nell’ultimo ventennio è particolarmente significativo: tra il 2000 e il 2017 la ricchezza del gigante asiatico è cresciuta nella stessa misura in cui è cresciuta quella degli Stati Uniti nel corso degli ultimi 70 anni, a partire dal 1916. Anche se tale ritmo di crescita è destinato a rallentare, per il 2022 si stima che il paese del Dragone apporterà un totale di 10 mila miliardi di dollari al patrimonio globale complessivo; tra cinque anni la quota cinese della ricchezza globale aumenterà così all’11%, ovvero la metà del patrimonio detenuto dalle economie emergenti.

Per quanto riguarda la distribuzione della ricchezza per fasce di reddito, Credit Suisse prevede che nel 2022 la percentuale di adulti con i redditi più bassi (meno di 10 mila dollari annui) probabilmente scenderà dal 70% al 66%. Gli appartenenti alla classe media, che comprende gli adulti con un patrimonio tra i 10 mila e i 100 mila dollari, dovrebbero aumentare di circa 230 milioni di unità, di cui ben il 40% saranno cinesi, superando a livello globale la quota di un miliardo e duecento milioni di persone. Anche il segmento dei milionari sarà più ampio, e secondo le previsioni di Credit Suisse crescerà del 22% nel prossimo quinquennio, passando dai 36 milioni attuali a 44 milioni di persone, ma subirà le conseguenze della minore crescita della ricchezza mondiale crescendo a un ritmo più contenuto rispetto al passato, e anche per questo segmento il rialzo più significativo interesserà le economie dei mercati emergenti.


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