Lo scontro Italia-Ue pesa sul mercato immobiliare

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Continua il lento percorso di ripresa del mercato immobiliare italiano. Come si legge nel 3° Osservatorio Immobiliare 2018 di Nomisma, quest’anno le compravendite residenziali si attesteranno a circa 572.752 transazioni, pari all’1,6% del patrimonio totale abitativo, con una crescita del 5,6% rispetto al 2017, mentre i prezzi hanno fatto segnare una nuova lieve correzione al ribasso (in media dello 0,9% su base annua). Considerando un prezzo medio di un’abitazione in Italia nell’ordine di 165 mila euro, il valore complessivo di mercato generato sarà pari a circa 94,5 miliardi di euro.

Questa rinnovata vivacità rischia però di essere frenata dalle tensioni finanziarie, che rischiano di produrre ricadute negative sul settore. Come si legge infatti nel rapporto stilato dall’Istituto bolognese, “Il rallentamento della crescita economica, associato alle incertezze scaturite dalla contrapposizione tra Governo e Commissione Europea relativamente ai contenuti del Documento di Economia e Finanza per il 2019, non potevano non produrre contraccolpi sul settore immobiliare italiano. Il presupposto fiduciario che, a partire dal 2015, ha alimentato la risalita dei livelli di attività del comparto esce, infatti indebolito dai recenti accadimenti, pur rimanendo tuttora orientato”.

L’affievolimento dell’entusiasmo, che aveva permesso ad una quota significativa del fabbisogno compresso di manifestarsi, e un irrigidimento delle condizioni di accesso al settore creditizio, sono le due condizioni che secondo Nomisma finirebbero per indebolire ulteriormente le prospettive di risalita del mercato immobiliare.

L’importanza dell’accesso al credito

Proprio riguardo al ruolo sempre più importante che il settore del credito riveste nel mercato immobiliare, Nomisma ricorda come l’incidenza delle compravendite assistite da mutuo sul totale delle transazioni effettuate sia passata in pochi anni dal 43,8% al 59,8%, con le erogazioni che si attestano sui 50 miliardi di euro (dopo essere scivolate poco sopra i 20 miliardi). Di conseguenza Nomisma sottolinea come “in assenza di correzioni sostanziali delle strategie di politica economica, le tensioni finanziarie rischiano di rappresentare un fattore di razionamento del combustibile che ha fin qui alimentato la risalita del mercato immobiliare”. Non è un caso che il cambiamento di contesto abbia fatto da calmiere al ritorno di interesse della componente di investimento per gli impieghi immobiliari, che nel corso del primo semestre aveva fatto segnare un’improvvisa accelerazione.

In aumento gli acquisti per investimento

L’Istituto bolognese stima in 2,6 milioni le famiglie attualmente in cerca di un’abitazione (o che intendono attivarsi nei prossimi 12 mesi) per un mercato potenziale che viene quantificato in 436,9 miliardi di euro. Quanto alle motivazioni che spingono all’acquisto, dall’ultima indagine sulle famiglie condotta da Nomisma nel corso del 2018 risulta come il 15,4% delle manifestazioni di interesse all’acquisto dell’abitazione risulti motivato da scelte di investimento, riguardando circa 400 mila famiglie; nel 2017 tale componente pesava per appena il 6,1%. Questo aumento di domanda è spinto dalla migliore convenienza economica (spesso solo percepita) del mercato immobiliare e dalla mancanza di valide opportunità di investimento alternativo.


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