Le scelte degli investitori istituzionali

bills-496229_1280
 
Come si muovono i grandi investitori istituzionali? Quali sono le tematiche di investimento privilegiate e quali aspettative guidano la costruzione dei loro portafogli?

Questi e altri temi sono approfonditi nella ricerca “Mercer Asset Allocation 2018”, un’indagine annuale condotta dalla società di consulenza globale su un campione di oltre 900 investitori istituzionali, soprattutto Fondi pensione, in 12 paesi europei, che gestiscono attività per un totale di oltre 1.100 miliardi di euro. Per l’Italia, che pesa quest’anno per il 9% del campione, sono stati interpellati i più importanti investitori istituzionali, tra Casse di previdenza, Fondi pensione e Fondazioni di origine bancaria, per un totale di 100 miliardi di euro.

Un dato che emerge su tutti dalla ricerca è la sempre maggiore attenzione che gli investitori istituzionali dedicano alle tematiche Esg (i fattori ambientali, sociali e di governance). Il 40% del campione ha infatti integrato i fattori Esg tra i criteri a monte della propria strategia di portafoglio, mentre il 17% del campione ha dichiarato di prendere in considerazione i rischi di portafoglio legati ai cambiamenti climatici, una percentuale in deciso aumento rispetto al 5% del 2017 e al 4% del 2016.

Questa crescente attenzione verso la sostenibilità da parte dei grandi investitori è sicuramente un fattore importante, come ha spiegato Luca De Biasi, wealth business leader di Mercer Italia: «L’attenzione agli impatti di portafoglio dei fattori Esg è uno sviluppo positivo per il mercato; gli investitori non possono più permettersi di ignorarne gli impatti finanziari – menzionati dal 25% del campione. Anche dal punto di vista della stewardship (gestione aziendale) sta diventando sempre più chiara la portata dei rischi a lungo termine legati alle tematiche Esg e al cambiamento climatico. Opportunità nel mondo degli investimenti sostenibili sono accessibili anche attraverso i mercati privati, che consentono di finanziare società non quotate e progetti in grado di apportare reali benefici nella direzione di un’economia sostenibile e a basse emissioni».

Per quanto riguarda il campione italiano la ricerca di Mercer ha approfondito anche l’atteggiamento prospettico rispetto alla costruzione dei portafogli. Si confermano, da parte degli investitori istituzionali italiani, le aspettative di un aumento dell’inflazione nel corso del 2018. Secondo l’85% degli intervistati l’incremento dei prezzi riguarderà ancora gli Stati Uniti, e il 77% ritiene che questo trend proseguirà anche in Europa.

Un’asset class che sta riscuotendo sempre maggiore interesse presso gli investitori istituzionali italiani è quella dei mercati privati, come dimostrato dai dati del sondaggio: l’85% del campione ha infatti dichiarato che sta valutando l’opportunità di investire in questa categoria, e di questi, i due terzi sceglierebbero sia private debt che private equity. Tra gli elementi che rendono appetibile questa attività di investimento si possono citare il premio di illiquidità, la diversificazione delle fonti di rendimento e la bassa correlazione con i mercati tradizionali.

Per quanto riguarda l’asset allocation strategica, il mercato italiano si distingue ancora per una presenza importante di investimenti immobiliari, caratteristica peculiare del nostro mercato (siamo secondi dopo la Svizzera). Per quanto concerne la componente del reddito fisso, il peso delle obbligazioni governative è tra i più bassi del campione europeo, mentre al contempo l’esposizione obbligazionaria non tradizionale conta per circa il 10%. E’ da rilevare come di questa categoria facciano parte le obbligazioni convertibili, i bond high yield, il debito dei mercati emergenti, il private debt e le strategie obbligazionarie a ritorno assoluto, che stanno assumendo un’importanza sempre maggiore.


TOP