Le banche centrali salveranno ancora le Borse?

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Le notizie di aumento dei contagiati da coronavirus al di fuori dalla Cina (e, in particolare, nel nostro Paese) pesano negativamente sui listini globali. I movimenti dei mercati finanziari iniziano a riflettere i timori per i potenziali effetti del virus sulla crescita economica mondiale, soprattutto in un contesto di timida ripresa del settore manifatturiero negli USA e nell’ Eurozona.

La reazione di ieri dei mercati azionari europei e di quello italiano in particolare non può ritenersi una sorpresa, dato il susseguirsi delle negative notizie e la drasticità delle misure prese dal governo italiano nel tentativo di arginare la diffusione del virus. Secondo Allianz Global Investors, il sentiment degli investitori nel brevissimo termine riteniamo sia destinato a rimanere negativo sui listini globali, e quindi non solo su quello domestico, data la situazione di enorme incertezza: i contagi sono aumentati anche in altri paesi, non solo in Italia, e non si può ovviamente escludere che anche altri paesi europei possano registrare un numero molto più alto di contagiati rispetto a quello attuale. La volatilità è quindi destinata a rimanere alta, e ad essere strettamente correlata alle notizie che giorno per giorno verranno comunicate.

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, il contesto di risk-off ieri ha invece premiato i rendimenti dei paesi sia core che periferici, con l’eccezione del Btp. Di nuovo, nella giornata particolare di ieri ciò non è una sorpresa, dato che il problema in questo momento è soprattutto italiano. Tuttavia, dopo un’apertura decisamente negativa per lo spread, nel corso della giornata anche i titoli di stato hanno recuperato, chiudendo su livelli più alti rispetto ai minimi della mattina.

Il team di Allianz ritiene che così come ci si possa aspettare che la volatilità rimanga alta sul mercato azionario italiano, lo stesso si possa succedere per i titoli governativi italiani. In un’ottica di più medio termine, però, ricordiamo che la politica monetaria decisamente accomodante della Banca Centrale Europea può rappresentare un argine all’eccessivo allargamento dello spread, insieme al fatto che la ricerca del rendimento in un mondo a tassi negativi, specialmente nell’area euro, potrebbe essere di vantaggio per il Btp nel momento in cui la situazione sarà migliorata.

A livello globale, i mercati finanziari hanno finora reagito pacatamente al coronavirus: tra gli investitori vi è la convinzione diffusa che le banche centrali potrebbero rispondere a dati economici particolarmente deboli con manovre espansive, come ha già fatto la People’s Bank of China.

Le banche centrali continuano quindi a essere un pilastro insostituibile per le borse globali. Vi è inoltre la possibilità che vengano attuate iniziative coordinate di natura fiscale in caso di una battuta d’arresto dell’economia globale. La volatilità potrebbe aumentare e ogni segnale di accelerazione o contenimento dell’epidemia continuerà ad avere un impatto immediato sulle borse. Occorre tuttavia considerare che le alternative d’investimento nel comparto obbligazionario continuano a scarseggiare. Le principali banche centrali hanno già intrapreso manovre espansive di medio termine e i tassi sono destinati a rimanere molto bassi a lungo, tanto più in uno scenario incerto come quello attuale.


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