Investimenti, i rendimenti attesi nei prossimi cinque anni

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Azioni, obbligazioni, materie prime, liquidità. Quali sono i ritorni che gli investitori possono attendersi dalle diverse classi di attività nei prossimi cinque anni?
Su questo tema la società di gestione internazionale Robeco pubblica annualmente una relazione, “Expected Returns”, che quest’anno ha come sottotitolo “La pazienza è una virtù”.
Secondo il team Investment Solutions di Robeco «siamo ancora in una fase di espansione economica, e come conferma la recente ripresa ciclica, il ciclo economico globale sta attraversando una lunga fase matura. Tuttavia, man mano che le banche centrali continuano a prendere le distanze dall’allentamento quantitativo, a favore di una politica monetaria più restrittiva, questa espansione rallenterà».
Inoltre, prosegue il team, le valutazioni di tutte le principali classi di attivi appaiono costose, e quindi una transizione verso la prossima fase potrebbe finire per mandare in tilt i mercati. Una recessione appare prima o poi inevitabile.

La pazienza è una virtù

In questo contesto come dovrebbero comportarsi gli investitori e quali strategie dovrebbero adottare? Secondo gli analisti di Robeco «la scelta di optare per un portafoglio più difensivo può sembrare la soluzione più automatica, ma nel clima economico corrente vi sono rischi associati nel fare troppo, e troppo presto. I vantaggi nell’adozione di un approccio più paziente sembrano quindi un tema adatto a questo outlook quinquennale». Da qui la scelta del claim “La pazienza è una virtù”, che evidenzia come ci siano ancora opportunità per sfruttare i premi al rischio nelle principali classi di attivi.

D’altronde l’economia globale è ancora in ottima forma, e nonostante il picco della fase di espansione sia stato superato in alcune grandi economie, la crescita mondiale dovrebbe rimanere robusta. La ripresa negli Usa è la seconda più grande dai tempi della Seconda guerra mondiale, e prosegue senza sosta, nonostante la politica monetaria restrittiva della Fed. Nel frattempo, la Cina ha lavorato per riportare a livelli più ragionevoli la crescita alimentata da un debito insostenibile, l’Eurozona ha continuato a crescere, e le economie emergenti sembrano essere in grado di realizzare ancora performance superiori alle economie avanzate.

Chi vince e chi perde

Date queste premesse, ecco quali sono secondo Robeco i rendimenti annuali attesi delle diverse asset class nel quinquennio 2019-2023.

La classe di attivi migliore nei prossimi cinque anni dovrebbe essere l’equity, con una performance del 4,5% l’anno per le azioni emergenti e del 4% per i mercati avanzati per chi investe in euro. Anche le materie prime dovrebbero dare buone soddisfazioni, con un ritorno annuo del 4%, al pari dell’azionario dei paesi sviluppati. Segue il debito dei Paesi emergenti in valuta locale, con rendimenti attesi del 3,75% all’anno, e l’immobiliare quotato con il 3,25%. L’obbligazionario high yield dovrebbe generare rendimenti annui dell’1,5%, i bond corporate investment grade l’1% e la liquidità lo 0,5%. L’investimento con i ritorni peggiori? Potrebbe essere il Bund. Il team di ricerca prevede infatti che i Titoli di Stato tedeschi realizzeranno rendimenti addirittura negativi, pari a -1,25% l’anno, a fronte di una performance pari a -0,25% dei Titoli di Stato dei paesi avanzati globali.

E’ chiaro che queste sono previsioni, basate su dati e analisi ma pur sempre previsioni, e non c’è nessuna certezza che in futuro le diverse asset class generino effettivamente questi rendimenti. Cinque anni sono un periodo di tempo lungo, nel quale lo scenario potrebbe cambiare drasticamente prendendo direzioni inaspettate. Vale quindi sempre la regola d’oro della diversificazione, così come la raccomandazione agli investitori di costruire il portafoglio d’investimento sulla base del proprio orizzonte temporale e del proprio profilo di rischio.


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