Il secolo asiatico

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Dopo una leggera diminuzione nel 2015, la ricchezza dei miliardari è aumentata di nuovo nel 2016, guidata dall’ondata dei miliardari emergenti in Asia. Anche negli Usa si è assistito a una crescita sostanziale, grazie al consueto dinamismo dei grandi patrimoni. La ricchezza dei miliardari è invece cresciuta poco in Europa, definita “The home of old money”. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel Billionaires Report 2017, il paper annuale di Ubs e PwC sui paperoni di tutto il mondo.

Nel dettaglio, a livello globale, la ricchezza totale detenuta dai miliardari è cresciuta del 17% (892 miliardi di dollari) passando da 5,1 trilioni a 6 trilioni di dollari. Ancora una volta, analizzando i dati nel lungo periodo, la sovraperformance dei miliardari ha doppiato l’Msci Ac World Index, fermo al +8,5%, e ha registrato molto di più del 5,8% di crescita del Pil nominale.

Nel 2016 il numero netto di miliardari è cresciuto di 145 unità (+10%) per arrivare a 1.542. I movimenti dei mercati finanziari e delle valute hanno dominato la scena di anno in anno. Nel 2016 sono stati quattro i settori che hanno favorito la crescita dei miliardari: material (31%), tecnologia (23%), servizi finanziari (16%) e industriali (28%). In particolare la ripresa dei prezzi delle commodity (l’indice delle materie prime di Bloomberg è cresciuto dell’11% nel 2016) ha aiutato a spingere i miliardari delle industrie minerarie, dell’acciaio e del petrolio. Gli aumenti nei prezzi del real estate asiatico e le fluttuazioni del dollaro americano hanno, più in generale, rappresentato un vero e proprio vento in poppa per le tasche dei paperoni mondiali. Di contro, nel 2015 le correzioni sui mercati delle materie prime e i movimenti del dollaro avevano raffigurato una sorta di vento contrario.

L’attuale periodo di grande creazione di ricchezza si sta avvicinando per longevità al precedente, che molti storici posizionano dal 1870 al 1910. Secondo il report il trend di crescita di oggi è iniziato nel 1980 ed è durato per oltre 35 anni. E a tal proposito gli esperti si attendono che il ciclo attuale probabilmente finirà nei prossimi 10 o 20 anni, probabilmente prolungato dal momentum economico asiatico e dai nuovi business tecnologici.

Il secolo asiatico

Dopo aver segnalato che sono gli imprenditori dell’area a guidare “Il secolo asiatico”, il report rimarca che malgrado la ricchezza totale risulti ancora inferiore rispetto a quella miliardari americani, per la prima volta nella storia ci sono più paperoni asiatici che statunitensi. Nel corso del 2016, il numero dei miliardari asiatici è infatti aumentato addirittura del 23% (117 unità), portando il totale dei paperoni di quell’area a quota 637. Giusto per dare un ordine di grandezza, negli Usa la crescita dei nuovi miliardari si è attestata “appena” al 5%, portando il totale a 563. In pratica l’espansione economica asiatica sta generando un nuovo miliardario ogni giorno. Considerata insieme, la ricchezza dei miliardari asiatici è cresciuta di quasi un terzo (+31%) nel solo 2016, passando da 1,5 miliardi di dollari a 2,2 miliardi di dollari. Praticamente piatta, invece, la popolazione miliardaria europea: nel corso del 2016 si contano solo tre nuovi ingressi, un dato che porta il totale dei paperoni del Vecchio continente a 342.

 

Vice direttore di Fondi&Sicav, il mensile dedicato all'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria


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