Il nuovo volto dei mercati emergenti

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L’indice MSCI Emerging Markets è attualmente scambiato al di sotto del suo valore medio a tre anni, rispecchiando in qualche modo il contesto di mercato interessato dalla crescente incertezza sulla crescita globale

Nel 2017 le azioni dei mercati emergenti hanno avuto un anno molto buono, ma è stato del tutto in linea con gli utili. Nel 2018 le azioni dei mercati emergenti sono partite bene, ma la combinazione dollaro forte, aumento dei tassi di interesse Usa, rallentamento della crescita cinese e conflitto commerciale hanno causato un calo degli utili accanto ai mercati.

Al momento, questioni molto razionali dovrebbero attirare l’attenzione degli investitori: l’approvazione della riforma pensionistica in Brasile, la rielezione di Macrì in Argentina, il rischio politico legato a Erdogan in Turchia e, come già detto, gli effetti della guerra commerciale sulla Cina. E’ quindi una sfida identificare mercati dove l’equilibrio dei fondamentali macroeconomici sottostanti sia roseo, e allo stesso tempo il mercato azionario sia valutato in modo corretto.

Gli indici dei mercati emergenti globali sono cambiati radicalmente negli ultimi dieci anni, con i settori legati alle risorse naturali che sono stati rimpiazzati da quelli tecnologici e dei beni di consumo. Anche se gran parte delle aziende di questi ultimi settori sono in qualche modo sensibili al ciclo economico, la gamma di opportunità dei mercati emergenti globali si è modificata in maniera notevole, con un cambiamento importante dei driver economici.

La disruption, che non è un tema nuovo per i mercati emergenti, dovrebbe continuare a essere un potente fattore di differenziazione all’interno dell’asset class. I trend tecnologici, in particolare, stanno prendendo il largo nei mercati emergenti di più grandi dimensioni. La rapida adozione di nuove tecnologie crea importanti opportunità di crescita per aziende agili, che spesso possono crescere in maniera indipendente dal contesto economico.
Un’area che attualmente mostra un buon potenziale di crescita a lungo termine è il settore finanziario, sia in termini di prodotti bancari sia assicurativi, soprattutto in relazione ai progressi tecnologici rispettivamente in India e in Cina, oppure il settore dell’e-commerce in Sud America e Asia-Pacifico. Per quanto riguarda la selezione dei titoli, l’approccio più efficace in termini di rischio/rendimento si basa su una valutazione approfondita dell’azienda.

In quasi tutti i mercati le società beneficiano o subiscono in base alla crescita generale dell’economia e ai livelli della domanda dei diversi settori dell’economia, oltre che alla domanda di export. Dunque, la solidità della crescita del Pil può essere un importante fattore in termini di performance degli utili societari. Tuttavia, se si escludono le società orientate alla domanda esterna, esistono diverse categorie di società che esulano dal profilo di crescita generale di un Paese. In primis, abbiamo le società esposte a specifici trend di crescita secolari. Ne esistono diversi, dalla crescente penetrazione finanziaria nelle economie in cui la presenza degli istituti bancari è ancora limitata, alla crescita dei videogiochi come attività ricreativa che si va a sostituire ad altre forme di intrattenimento e, come elemento secondario, lo sviluppo dei videogame su mobile a spese del gaming su computer. Inoltre, ci sono società che presentano un management di straordinaria qualità, solidi bilanci e che sono in grado di operare nel proprio settore in maniera migliore rispetto alla concorrenza, anche se lo specifico settore non mostra un profilo di crescita particolarmente forte.


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