I trend del mercato obbligazionario

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Come si stanno muovendo gli investitori sul mercato obbligazionario? Quali sono i principali trend che hanno contraddistinto le loro scelte di portafoglio? State Street Global Markets, basandosi sugli attivi obbligazionari custoditi e amministrati da State Street, che ammontano a quasi 10.000 miliardi di dollari, ha creato degli indicatori del comportamento aggregato degli investitori a lungo termine sul mercato del reddito fisso, e trimestralmente fornisce un’istantanea dei flussi globali obbligazionari.

Pochi si aspettavano che le banche centrali cedessero così velocemente sull’inasprimento delle politiche monetarie, com’è successo nel primo trimestre. Di conseguenza, evidenzia il report, gli investitori a lungo termine non erano posizionati per beneficiare dei rendimenti stratosferici registrati dai mercati obbligazionari. Essi hanno comunque aggiustato i propri portafogli obbligazionari, rivelando così le loro aspettative sugli avvenimenti futuri.

Scadenze più brevi per i Treasury Usa

Secondo l’analisi di State Street il secondo trimestre si potrebbe rivelare uno spartiacque per i mercati finanziari. Il panico del mercato e degli investitori nel quarto trimestre 2018 è stato immediatamente seguito da una rapida e generalizzata capitolazione delle banche centrali. Ci si chiede oggi: questo cambiamento repentino di politiche monetarie rispecchia il rischio elevato di un rallentamento globale coordinato (o anche una recessione) temuto dai mercati nel quarto trimestre o invece la ripartenza di una nuova ondata di reflazione?

Il comportamento dei mercati obbligazionari statunitensi fornisce alcuni indizi sull’opinione degli investitori in merito. In particolare è interessante osservare l’andamento dei flussi degli investimenti sulle diverse scadenze della curva dei Treasury, i titoli di stato a stelle e strisce. Se la domanda aggregata di Treasury ha mostrato la stessa solidità dello scorso anno, dai dati emerge che oggi la domanda sulla curva è molto diversa. Nel primo trimestre la domanda di Treasury con scadenza breve, da 1 a 3 anni, è salita a un picco degli ultimi cinque anni, un trend che contrasta con il 2018, quando la domanda era interamente trainata dall’appetito per Treasury con scadenze più lunghe. Se l’anno scorso era evidente un chiaro desiderio di prolungare la duration del portafoglio, quest’anno il desiderio è quello di accorciarla. Un altro elemento da evidenziare è che la domanda sulla parte centrale della curva, che tende a fare bene in periodi di recessione, resta al momento relativamente neutrale. Quindi, gli investitori stanno acquistando Treasury con entusiasmo, anche se ancora non scommettono su una recessione e sono riluttanti ad aggiungere sovrappeso nella parte finale della curva a questi livelli di rendimento.

Bond europei, ancora acquisti sui Titoli di stato italiani

Con la conclusione del quantitative easing alla fine dello scorso anno, le aspettative di un rialzo dei tassi da parte della Bce sono già state smentite, a causa del calo nelle previsioni di crescita. Ai mercati non importa tanto la forma della curva o un’imminente recessione, quanto se la recessione è già arrivata e come affrontare la sfida ricorrente dei rendimenti negativi per una serie di Titoli di stato europei.

Il comportamento degli investitori in questo contesto si rivela interessante: invece di farsi prendere dal panico sul significato della crescita per la sostenibilità fiscale italiana, gli investitori hanno continuato ad acquistare Titoli di stato italiani. Per ora i rendimenti vincono sulla paura e lo stesso vale anche per i flussi in entrata nel debito corporate europeo. Vale la pena notare, però, che gli investitori restano scettici sulle obbligazioni francesi, che presentano alcuni degli stessi rischi dell’Italia, senza lo stesso rendimento.


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