Fideuram leader per raccolta netta

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Giungono sempre segnali positivi dai consulenti finanziari italiani. Malgrado uno scenario geopolitico internazionale sempre più complicato e un quadro politico nazionale per nulla rassicurante, ad aprile le reti di consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede hanno registrato un dato di raccolta netta di 2,6 miliardi di euro, che porta il totale da inizio anno a quota 10,95 miliardi di euro.

Nel dettaglio, i dati rilevati da Assoreti indicano che il 56,6% degli investimenti netti è confluito sui prodotti del risparmio gestito, per un ammontare complessivo di circa 1,5 miliardi di euro, mentre il saldo delle movimentazioni sugli strumenti amministrati è stato positivo per 1,1 miliardi di euro grazie all’apporto di risparmio sotto forma di liquidità.

La raccolta netta realizzata attraverso la distribuzione diretta di quote di fondi e sicav è stata positiva per 782 milioni di euro: le risorse nette confluite sulle gestioni collettive di diritto estero ammontavano a 671 milioni di euro mentre il bilancio mensile degli strumenti di diritto italiano è stato positivo per 112 milioni di euro. Nel comparto assicurativo i premi netti versati ammontavano ad aprile a 580 milioni di euro (2,58 miliardi nel 2018): la flessione dei volumi di investimento ha coinvolto tutte le tipologie di prodotti assicurativi e assume maggiore incisività sulle polizze vita tradizionali.

Il bilancio delle gestioni patrimoniali individuali è stato positivo per 39 milioni di euro: gli investimenti netti sulle Gpm ammontavano a 47 milioni mentre sulle Gpf hanno predominato i riscatti per 8 milioni di euro. Il contributo mensile delle reti al sistema di Oicr aperti, attraverso la distribuzione diretta e indiretta di quote, si è attestato, pertanto, su un ammontare di 1,2 miliardi di euro, pari al 45,9% delle risorse nette totali confluite nel sistema fondi (2,7 miliardi di euro). Da inizio anno l’apporto delle reti sale, così, a 5,3 miliardi di euro, rappresentando il 46,5% degli investimenti netti complessivi realizzati sulle gestioni collettive aperte (11,5 miliardi di euro).

La raccolta netta realizzata sui titoli in regime amministrato è stata invece negativa per 373 milioni di euro: gli ordinativi di vendita hanno prevalso sui titoli azionari, sugli strumenti del mercato monetario e sui titoli di stato. La raccolta di risparmio sotto forma di liquidità è stata invece positiva per poco meno di 1,5 miliardi di euro.

Dal punto di vista delle singole realtà, nei primi quattro mesi del 2018 è il gruppo Fideuram ad assicurarsi la leadership dal punto di vista della raccolta netta. Fideuram (1,70 miliardi), Intesa Sanpaolo Private Banking (713,119 milioni) e Sanpaolo Invest (369,371) sono state capaci, infatti, di raccogliere dall’inizio dell’anno 2,79 miliardi di euro. Seguono, a distanza e chiudono il podio, FinecoBank (2,05 miliardi) e Banca Generali (2,04 miliardi). A una certa lontananza troviamo, invece, Allianz Bank Financial Advisors (1,27 miliardi) e Banca Mediolanum (1,19 miliardi) che chiudono il gruppo delle società capaci di raccogliere più di 1 miliardo di euro. Sotto questa soglia ci sono, invece, Azimut Capital Management (464,988 milioni), Bnl-Bnp Paribas Life Banker (403,468 milioni), Finanza & Futuro (378,816 milioni), Widiba (228,496) e IwBank Private Investments (193,555 milioni di euro).

 

 

 

Vice direttore di Fondi&Sicav, il mensile dedicato all'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria


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