Etf, un anno da incorniciare

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Confermando un trend di crescita ormai consolidato da alcuni anni, il 2017 ha segnato nuovi record di raccolta per l’industria globale degli Etf (acronimo di Exchange-traded fund, che identifica i fondi a gestione passiva).

Secondo i dati contenuti nel report elaborato da Lyxor “2017: A record year for records”, che analizza i flussi del mercato degli Etf, con un particolare focus su quello europeo, l’industria ha registrato nel 2017 una crescita record del 34%, con afflussi netti che nei primi 11 mesi dell’anno hanno raggiunto i 595 miliardi di dollari e hanno portato gli asset under management a toccare quota 4.569 miliardi di dollari.

A fare la parte del leone sono stati gli Etf azionari, che in uno contesto di mercato favorevole agli asset di rischio, caratterizzato da bassa volatilità e tassi di interesse ancora ai minimi storici, hanno raccolto quasi i tre quarti degli afflussi netti totali (427 miliardi di dollari, il 72% della raccolta), il doppio di quanto raccolto complessivamente dall’industria degli Etf nel corso di tutto il 2016.
Scendendo nel dettaglio, le esposizioni privilegiate dagli investitori sono state quelle sull’azionario statunitense, con afflussi netti pari a 168 miliardi di dollari, anche se in leggero calo (il 7%) rispetto all’anno precedente. E’ invece triplicata la raccolta sull’azionario ex-Usa, che ha registrato afflussi netti pari a 76 miliardi di dollari, ed è più che raddoppiata quella sull’azionario emergente, con 49 miliardi di dollari di flussi netti in entrata.

La crescita è stata più contenuta per il reddito fisso, che comunque in un contesto di tassi ancora stabili ha registrato un aumento del 21%. La maggior parte della raccolta si è concentrata su corporate bond, Titoli di Stato dei paesi sviluppati ed emergenti, e sugli “aggregate bond”, mentre hanno perso appeal i bond High Yield (che hanno raccolto meno della metà rispetto all’anno precedente) e gli strumenti Inflation Linked, sulla scorta della riduzione del rischio di aumento dell’inflazione e a una ridotta attrattività del loro profilo rischio/rendimento.

In generale in Europa si sono sviluppati gli stessi trend visti a livello globale, sia in termini di asset under management che di afflussi. La raccolta, pari a 94 miliardi di euro, è stata più che doppia rispetto a quella del 2016, e in aumento del 31% rispetto al record precedente del 2015. Al contempo, gli asset under management sono aumentati del 23% rispetto ai 635 miliardi di euro di fine 2016. Gli Etf hanno raggiunto nuovi picchi su tutte le esposizioni, azionario, reddito fisso, materie prime. Proprio nei confronti di queste ultime si segnala il diverso comportamento degli investitori europei rispetto al resto del mondo: a livello globale gli afflussi verso le materie prime hanno subito un significativo calo, attestandosi a 4 miliardi di dollari, rispetto ai 10 miliardi del 2016. In Europa, al contrario, la raccolta è aumentata del 14% rispetto al record segnato nel 2016. Complessivamente, gli strumenti su indici con esposizione ampia alle commodity hanno raccolto due terzi degli afflussi, + 20% rispetto al record del 2016 pari a due miliardi di euro. I metalli preziosi hanno superato il loro record del 2015 dell’8%.

Mettendo a confronto l’andamento dell’industria dei fondi passivi con quella dei fondi attivi, anche nel 2017 i flussi verso i fondi passivi hanno superato quelli registrati verso i fondi attivi, ma il divario si è assottigliato, e dopo un calo nel 2015 e nel 2016, è stato evidente un ritorno di interesse per la gestione attiva. In particolare nel reddito fisso i fondi attivi hanno attirato la maggior parte degli afflussi (530 miliardi di dollari contro 182 miliardi di dollari nel 2016). Di converso nel comparto azionario i flussi verso i fondi attivi sono ancora negativi (-85 miliardi di dollari), mentre i fondi passivi hanno registrato afflussi per 600 miliardi di dollari.

In Europa, gli afflussi verso fondi attivi e passivi hanno raggiunto il nuovo massimo a 640 miliardi di euro. Le esposizioni al reddito fisso hanno attratto la maggior parte degli afflussi, con 245 miliardi di euro di raccolta dei fondi a gestione attiva, e 51 miliardi degli strumenti a gestione passiva. Nel comparto azionario invece, i flussi verso la gestione passiva hanno raggiunto un livello record a 99 miliardi di euro e sono ancora superiori a quelli verso la gestione attiva, che ha raccolto 56 miliardi di euro.


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