Etf, rallenta il mercato europeo

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Nuova frenata per la raccolta nel mercato europeo degli exchange-traded fund, che nel mese di aprile registra flussi di investimento pari a 3,7 miliardi di euro, inferiori di quasi il 30% rispetto al mese precedente, nel quale la raccolta si era attestata a 5,2 miliardi. E’ quanto emerge dall’analisi mensile di Lyxor sui flussi europei degli Etf, a cura di Marlene Hassine Konqui, head of Etf research and Kristo Durbaku, Etf research analyst della società francese.

Bene il reddito fisso, male l’azionario

Ad aprile è proseguito il trend negativo degli strumenti sull’azionario, che dopo deflussi per 1,7 miliardi di euro a marzo hanno chiuso il mese con un saldo negativo per 2,2 miliardi di euro, da imputarsi principalmente alla fuga dai mercati azionari sviluppati, che hanno visto disinvestimenti per 3,4 miliardi di euro. Ancora una volta, i deflussi hanno interessato principalmente l’Europa. Per contro, i mercati azionari emergenti hanno registrato un significativo rimbalzo con una raccolta di 1,3 miliardi di euro, dopo un mese di marzo di afflussi modesti, pari a 400 milioni di euro.

Gli Etf sul reddito fisso hanno invece registrato forti afflussi di capitale, pari a 4,1 miliardi di euro, per il quinto mese consecutivo, guidati dai prodotti sui bond corporate dei paesi sviluppati e sui bond high yield. I titoli di Stato dei Paesi emergenti si riconfermano il segmento che attrae più investimenti da inizio anno. Da segnalare che nei primi cinque mesi del 2019 l’asset class obbligazionaria ha raccolto la cifra record di 21,1 miliardi di euro.
Prosegue il trend positivo anche per gli Etf Smart Beta con una raccolta di 1,3 miliardi di euro, ancora una volta grazie soprattutto al fattore quality.

I flussi verso gli Etf Esg sono stati molto simili a quelli registrati a marzo (477 milioni di euro rispetto a 406 milioni), e tutte le categorie Esg hanno registrato flussi positivi.
Gli Etf sulle materie prime hanno registrato modesti afflussi, pari a 36 milioni di euro, un dato che segna comunque un’inversione del trend dopo un mese di marzo molto negativo.

Inversione di trend in vista per l’azionario europeo?

I deflussi mensili subiti dalle azioni dell’area euro sono proseguiti ad aprile, con disinvestimenti che si attestano sui livelli di marzo (-2,5 miliardi di euro). Il saldo negativo da inizio anno si attesta a 6,9 miliardi di euro, mentre negli ultimi 13 mesi sono stati registrati deflussi complessivi per 17 miliardi di euro. Contemporaneamente, l’indice PMI manifatturiero dell’area euro ha perso 7 punti (passando da 55,2 a 47,9). Tuttavia, ad aprile gli indici PMI hanno beneficiato di una lieve ripresa per la prima volta da giugno 2018. Se tale dinamica dovesse proseguire, il sentiment degli investitori, tuttora ostinatamente a sfavore dell’Europa, potrebbe cambiare. Complessivamente, la stabilizzazione degli indici PMI, la crescita del PIL superiore alle attese nel primo trimestre, il posizionamento europeista della Spagna a seguito delle ultime elezioni e le previsioni di miglioramento per il secondo semestre sono tutti fattori che dovrebbero contribuire a sostenere le azioni dell’area euro.

La ricerca di Lyxor dimostra che storicamente esiste una stretta correlazione tra gli investimenti negli Etf azionari dell’eurozona e il PMI manifatturiero della regione. Di conseguenza, secondo gli analisti della casa francese, in caso di un ulteriore rimbalzo dell’indice PMI, potremmo assistere ad un’inversione di tendenza dei flussi verso le azioni dell’area euro.


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