Etf, l’azionario Usa guida la raccolta

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Con oltre 7.800 strumenti quotati in tutto il mondo e masse gestite che hanno superato i 5.000 miliardi di dollari a livello globale, l’industria degli exchange-traded product che comprende Etf, Etc, ed Etn, continua a crescere a ritmi vertiginosi, mentre un numero sempre maggiore di investitori, sia privati che istituzionali, utilizza questi strumenti nella composizione dei propri portafogli d’investimento.

Come emerge dai dati contenuti nell’ultimo report BlackRock Etp Landscape, che analizza mensilmente l’andamento dell’industria dei replicanti, per quanto riguarda la raccolta l’anno è iniziato molto bene, con flussi netti che nel primo trimestre si sono attestati a 139,4 miliardi di dollari, per poi rallentare a 88,7 miliardi di dollari nel secondo trimestre. Nei mesi di luglio e agosto la raccolta complessiva è stata di 84,1 miliardi di dollari, numeri che fanno presagire che gli afflussi nel terzo trimestre supereranno quelli del secondo. Complessivamente da inizio anno i flussi sono stati pari a 311,7 miliardi di dollari.

I flussi di agosto

Scendendo nel dettaglio del mese di agosto, l’industria globale degli Etp ha registrato una raccolta pari a 36,2 miliardi di dollari, guidata dai flussi nell’equity statunitense, che ha visto investimenti netti per 15,8 miliardi di dollari, seguiti dal reddito fisso con 8,0 miliardi di dollari, dall’azionario globale dei paesi sviluppati con 4,0 miliardi di dollari e da quello dei paesi emergenti con 3,2 miliardi di dollari.

L’azionario statunitense ha segnato il quinto mese consecutivo di raccolta positiva, che si è riversata soprattutto nel comparto delle azioni a larga capitalizzazione, con flussi per 6,9 miliardi di dollari, seguito dalle small cap con 2,6 miliardi e dalle mid cap con 1,7 miliardi.

Il comparto del reddito fisso ha visto un altro mese di afflussi, con una raccolta di 8,0 miliardi di dollari, che portano la raccolta complessiva da inizio anno a 77,9 miliardi di dollari. Il comparto obbligazionario corporate high yield ha raccolto 1,6 miliardi di dollari in agosto e 2,2 miliardi in luglio, dopo un semestre negativo nel quale si sono registrati deflussi per 8,0 miliardi di dollari.

Con disinvestimenti pari a 1,4 miliardi di dollari, i fondi sull’oro hanno registrato il terzo mese di deflussi, penalizzati dal contesto di rialzo dei tassi statunitensi e dai nuovi massimi degli indici azionari americani, che frenano la domanda di oro da parte degli investitori.

I trend del 2018

Da inizio anno si possono individuare alcuni trend per quanto riguarda le asset class privilegiate dagli investitori:

Innanzitutto, nel 2018 la raccolta è stata guidata in larga parte dai flussi nell’azionario statunitense, che nel primo trimestre sono stati piuttosto contenuti, pari a 9,9 miliardi di dollari, ma hanno poi visto una forte accelerazione nel secondo quarto, superando i 41 miliardi di dollari, e nel bimestre luglio-agosto, nel quale la raccolta si è attestata a 38,5 miliardi di dollari. A spingere la raccolta nell’equity americano hanno contribuito in modo importante gli ottimi utili aziendali della corporate America e i tagli alle tasse delle imprese stabiliti nella riforma fiscale voluta dal presidente Trump.

Il comparto obbligazionario ha iniziato l’anno con una raccolta robusta nel primo trimestre, con 22,6 miliardi di dollari di afflussi netti, e ha mantenuto il momentum anche nel secondo, che ha visto una raccolta pari a 35,7 miliardi di dollari, e nei mesi di luglio e agosto, nei quali i flussi si sono attestati a 19,7 miliardi di dollari.

L’azionario globale dei paesi sviluppati e l’equity giapponese hanno registrato flussi robusti a inizio anno, con una raccolta rispettivamente di 32 e 32,5 miliardi di dollari nel primo trimestre, per poi rallentare a 5,5 e 5,9 miliardi di dollari nel terzo trimestre, sulla scorta delle tensioni sul commercio globale.


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