Elezioni di mid-term, programmi a confronto

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Le elezioni americane di mid-term si terranno oggi. Sono in molti a prevedere un Congresso diviso, con il Partito Democratico che assumerebbe il controllo della Camera dei Rappresentanti e il Partito Repubblicano che manterrebbe quello del Senato.

I due partiti presentano programmi economici ben distinti. Il partito Democratico ha proposto un progetto intitolato “A Better Deal”; un piano economico che punta all’incremento della spesa pubblica, all’aumento del salario minimo e all’ampliamento della copertura sanitaria. Il partito Repubblicano intende invece ridurre le spese, introdurre ulteriori riforme fiscali ed eliminare l’Affordable Care Act (Obamacare).

Il programma economico dei Democratici
– Incremento della spesa pubblica. I Democratici intendono spendere 1.000 miliardi di dollari in progetti infrastrutturali a lungo termine per ricostruire strade, ponti, sistemi di trasporto, ferrovie ecc. Intendono poi allocare 100 miliardi di dollari nell’istruzione e 70 miliardi di dollari nell’edilizia popolare.
– Aumento del salario minimo. Anche se il programma “A Better Deal” non fornisce dettagli in merito, una proposta di legge presentata lo scorso anno dai Democratici al Senato proponeva di alzare il salario orario minimo da 7,25 dollari a 15 dollari entro il 2024 e di indicizzarlo alla crescita del salario mediano dopo tale data.
– Sistema sanitario. I Democratici intendono continuare a difendere l’Obamacare e ad ampliare i programmi federali Medicaid e Medicare e la previdenza sociale. Nell’ambito del programma “A Better Deal”, i Democratici intendono ridurre i costi dei farmaci su prescrizione.
– Tasse. I Democratici intendono eliminare gli sgravi fiscali accordati alle imprese e alle persone con un alto reddito – Altro. Istituzione di congedi familiari e per malattia retribuiti. Nido/scuola materna per tutti.

Il programma economico dei Repubblicani
– Riforma 2.0 sulle riduzioni d’imposta e sull’occupazione (TCJA 2.0). La prossima fase della riduzione delle imposte consisterà nel rendere permanenti i tagli d’imposta sui redditi personali e nell’implementare gli incentivi fiscali per il pensionamento e l’innovazione nelle aziende.
– Abrogazione e sostituzione dell’Obamacare. Verrà fatto un altro tentativo di sostituire l’Obamacare con un sistema sanitario più orientato al mercato.
– Riforma della previdenza sociale. I Repubblicani intendono tagliare le spese per lo Stato sociale che potrebbe tradursi in una normativa più severa sui requisiti di lavoro e in una riduzione dei finanziamenti agli Stati.
– Plusvalenze. Indicizzazione delle plusvalenze all’inflazione. – Immigrazione. Mettere a punto una soluzione per il Deferred Action for Childhood Arrivals (DACA) e stanziare maggiori fondi per la sicurezza alle frontiere e la costruzione di un muro tra gli Stati Uniti e il Messico.
– Infrastrutture. Aumentare la spesa per le infrastrutture, ma non necessariamente attraverso delle partnership pubblico/privato.

In questo scenario, secondo il team di Amundi si configurano due possibili percorsi: – in quello più ottimistico, Trump potrebbe trovare un terreno d’intesa con la Camera dei Rappresentanti controllata dai Democratici. Il limite al bilancio pubblico potrebbe essere aumentato. Si potrebbe anche sperare in un aumento modesto delle spese per le infrastrutture nell’ordine di 200 miliardi di dollari. Potrebbero essere anche varate delle misure in materia di riforma della giustizia penale, congedo parentale retribuito, sostenuto da Jared Kushner e Ivanka Trump, e misure per rispondere ad alcune problematiche di sanità pubblica, soprattutto aumentando i finanziamenti per la lotta contro gli oppiacei. – in quello meno ottimistico, il programma legislativo di Trump potrebbe essere bloccato, potrebbero essere condotte inchieste aggressive su Trump e sulle persone a lui più vicine, con la prospettiva finale di un impeachment. Una tale ipotesi affosserebbe qualsiasi possibilità di trovare un terreno d’intesa comune.


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