Economia italiana, avanti piano

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In un contesto internazionale caratterizzato da prospettive positive di crescita, l’economia italiana, pur con un ritmo contenuto, continua a dare segnali di ripresa. Secondo i dati rilasciati dall’Istat nella nota mensile di febbraio, il prodotto interno lordo italiano, al netto degli effetti del calendario e destagionalizzato, è cresciuto nel quarto trimestre 2017 dello 0,3%, un dato leggermente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti, nei quali la crescita si era attestata allo 0,4%. Non sono certo numeri da capogiro, considerato che, in base alle stime preliminari, nello stesso periodo l’incremento congiunturale dell Pil nell’area euro nel suo complesso è stato dello 0,6%, e che quindi l’economia italiana viaggia a una velocità dimezzata rispetto al resto d’Europa, ma comunque un segnale che il nostro Paese, seppur lentamente, ma cresce.

Il contributo maggiore alla crescita è venuto dalla componente investimenti (+0,3%) e dalla domanda estera netta (+0,3%), mentre l’apporto della componente dei consumi nazionali è stato più contenuto (+0,1%).
Nell’ambito degli investimenti fissi lordi delle imprese, che hanno segnato un aumento congiunturale significativo anche se in rallentamento rispetto alla forte crescita registrata nel trimestre precedente, il contributo maggiore è venuto dalla componente dei mezzi di trasporto (+8,2%) seguita dalle macchine, attrezzature e altri prodotti (+1,3%).Nel quarto trimestre è proseguito l’andamento positivo sia del valore aggiunto delle costruzioni (+0,8% la variazione congiunturale) sia, di quello del comparto dei servizi (+0,2%). Tale risultato è la sintesi di una dinamica positiva nelle attività finanziarie e assicurative (+0,7%), nelle attività immobiliari (+0,4%), nel commercio, trasporto e alloggio (+0,4%) e nella pubblica amministrazione, difesa, istruzione (+0,3%). Di converso è proseguita anche nel quarto trimestre la fase di contrazione dei servizi di informazione e comunicazione (-1,4%), delle attività professionali e di supporto (-0,4%) e delle altre attività dei servizi (-0,2%).

In questo quadro continuano a mantenersi deboli i dati sui consumi, che nel quarto trimestre hanno segnato una crescita dello 0,1%, con una intensità uguale sia per la spesa delle famiglie sia per quella delle amministrazioni pubbliche. Nel dettaglio delle dinamiche delle componenti della spesa delle famiglie, è aumentato il consumo di beni durevoli e di servizi (+0,2%) mentre i consumi di beni non durevoli hanno registrato una variazione nulla.

Guardando al futuro, le prospettive di breve termine sono ancora positive. A febbraio 2018 l’indice del clima di fiducia dei consumatori è rimasto sostanzialmente stabile (da 115,5 a 115,6); l’indice composito del clima di fiducia delle imprese è cresciuto passando da 105,6 a 108,7, riportandosi sui livelli di dicembre dopo la flessione registrata a gennaio 2018, e infine l’indicatore anticipatore si mantiene stabile su livelli elevati, confermando il proseguimento delle tendenze espansive dell’economia nel breve periodo


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