Dividendi record nel primo trimestre del 2018

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Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2018 si prospetta un altro anno molto positivo per la distribuzione degli utili aziendali a livello globale, a dimostrazione che la crescita economica continua ad essere robusta.
Nel primo trimestre infatti, secondo il Janus Henderson Global Index (che analizza i dividendi distribuiti dalle prime 1.200 società mondiali per capitalizzazione di mercato), i dividendi globali sono aumentati del 10,2%, per un ammontare complessivo di 244,7 miliardi di dollari, una cifra record per i primi tre mesi dell’anno. L’indice, che utilizza il 2009 come anno base, con un valore pari a 100, è salito a quota 174,2, il che significa che in questi nove anni i dividendi sono aumentati di quasi il 75%.
La crescita si è rivelata superiore alle stime di Janus Henderson, essenzialmente sulla scorta del progressivo indebolimento del dollaro statunitense rispetto a quasi tutte le altre valute mondiali nel periodo (i dividendi pagati in valute diverse sono stati quindi convertiti a tassi di cambio più favorevoli), mentre su base sottostante l’aumento si è rivelato in linea con le stime del 5,9% su base annua, confermando il buon andamento riscontrato nel 2017.

A livello geografico, Canada e Stati Uniti hanno battuto i record storici assoluti di distribuzione trimestrale dei dividendi, mentre un paese su quattro ha battuto il record per il primo trimestre. L’unica regione che non ha registrato un aumento è stata la regione dell’Asia-Pacifico (escluso il Giappone), dove hanno pesato la brusca riduzione dei dividendi straordinari a Hong Kong e il taglio dei dividendi in Australia.
In Europa la crescita dei dividendi nel primo trimestre è stata del 13,7%, per un ammontare record di 40,9 miliardi di dollari, da imputare essenzialmente all’indebolimento del biglietto verde nei confronti della moneta unica. Senza l’effetto cambio infatti, la crescita sarebbe stata solo del 3,9%. A guidare la crescita dei dividendi nel primo quarto del 2018 si posizionano le aziende del settore sanitario, in particolare quelle svizzere, con oltre un terzo dei dividendi distribuiti in Europa, rispetto a solo un decimo del totale annuo. Roche e Novartis hanno riportato aumenti minimi, mentre l’israeliana Teva ha deciso di non distribuire dividendi nel primo trimestre per focalizzarsi sul processo di ristrutturazione, e questo ha inciso negativamente sul tasso di crescita complessiva in Europa per un punto percentuale. La debolezza del settore sanitario, come anche del settore petrolifero, che insieme al primo rappresenta la fetta più importante del mix delle distribuzioni nel primo trimestre rispetto al resto dell’anno, spiegano il relativo rallentamento della crescita sottostante in questo primo scorcio del 2018. La stagione dei dividendi del secondo trimestre si prospetta però decisamente positiva per l’Europa, sia perché la crescita in paesi quali Francia, Spagna e Paesi Bassi prosegue robusta, favorita dalla ripresa economica, sia perché sono in fase di recupero le società finanziarie, sottorappresentate nel primo trimestre.

Complessivamente per il 2018 le stime di crescita dei dividendi sottostanti da parte di Janus Henderson si confermano al 6%, con ogni regione del mondo che registrerà un’espansione. La debolezza del biglietto verde negli ultimi mesi incrementa tuttavia le stime di crescita complessiva. La società di asset management prevede quindi che i dividendi cresceranno complessivamente dell’8,5% su base annua, raggiungendo un totale di 1.358 miliardi di dollari, 10 miliardi in più rispetto alle stime di inizio anno.


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