Dieci cigni neri per il 2020

pexels-photo-326642

Il team di Saxo Bank ha individuato i dieci eventi che potrebbero cambiare tutto quello che ci si aspetta per l’anno prossimo: dalla fine del regno del dollaro alla stagflazione, dal crollo dei semiconduttori al ritorno in auge del modello svedese

Fine del regno del dollaro e cambio di paradigma nel mercato valutario
Diversi paesi asiatici creano una divisa digitale che funziona attraverso la tecnologia blockchain e sfidano l’Usd nel suo ruolo di divisa di riserva. Questo paniere di divise prende il nome di Asian Drawing Right (ADR) e il suo utilizzo viene esteso alle transazioni commerciali e alla costituzione di riserve valutarie. La quotazione dell’usd cade in media del 20% rispetto alle principali divise del pianeta.

Lagarde e il board della Bce optano per un rialzo dei tassi d’interesse
Il tema è di quelli molto controversi: la persistenza di tassi negativi nell’eurozona e i potenziali effetti collaterali di lungo termine imputabili a questa situazione. Se con lo scorrere del tempo le conseguenze negative saranno valutate più pesanti di quelle positive, la Bce potrebbe optare per un’inversione di rotta e riportare la situazione del costo del denaro alla normalità (cosa che peraltro ha già fatto la Fed prima del 2019). A quel punto, i titoli bancari potrebbero improvvisamente diventare la migliore opportunità per realizzare plusvalenze in Borsa.

Stagflazione e Teoria Monetaria Moderna
La politica monetaria ha raggiunto i suoi limiti senza aver prodotto effetti di rilievo su inflazione e crescita economica. Le banche centrali e i governi si accordano sulla necessità di stampare denaro e dare semaforo verde alla creazione di grandi deficit fiscali senza costi. I salari spingono al rialzo l’inflazione ma la crescita non si vede. Il costo del debito s’impenna e il mercato viene ripulito dalle società zombie. Le società che generano valore si rivalutano con forza in Borsa.

Le energie fossili riprendono vigore
Le elevate quotazioni di società focalizzate sul business delle energie rinnovabili si sgonfiano. I tagli alla produzione dell’Opec e un forte incremento della domanda di greggio in Asia spingono al rialzo le quotazioni. In siffatto scenario le energie fossili risultano tra i vincitori del 2020 in termini di performance.

L’Ungheria abbandona l’UE
In Ungheria si verifica un’accelerazione della deriva sovranista. I contrasti con l’UE si intensificano e il paese decide di abbandonare il club. Il fiorino ungherese tracolla a causa della fuga dei capitali che erano entrati in Ungheria a partire dalla sua adesione all’Ue.

Imposte per tutti
Il Governo Trump approva una legge fiscale che taglia le imposte per le imprese che producono negli Usa e aumenta quelle a carico di società che producono beni e servizi venduti negli Usa ma prodotti all’estero. Per cercare di restare nel mercato più ricco del pianeta, le imprese delocalizzano negli Usa, tuttavia, l’assenza di manodopera (negli Usa la disoccupazione è ai minimi) e la nuova domanda di lavoratori spinge al rialzo l’inflazione. Il rendimento del Treasury decennale si porta dall’attuale 1,8% al 6%.

Il Sudafrica dichiara default
L’utility sudafricana Eskom versa in grandi difficoltà e l’erogazione di energia elettrica in molte aree del paese è irregolare. Il Governo del Sudafrica continua a finanziare la società e il deficit pubblico va fuori controllo. Il debito pubblico diventa incontrollabile e i rendimenti -già elevati- salgono ulteriormente. Gli investitori abbandonano i titoli di stato sudafricani e il paese non riesce a vendere i suoi titoli sui mercati internazionali dei capitali. Il rand si svaluta.

Sprofondano i titoli farmaceutici
I democratici arrivano al potere negli Stati Uniti e prendono il controllo delle due camere. La pressione dei suoi elettori spinge il governo a dare vita a un programma a supporto di un sistema sanitario pubblico che implica la rinegoziazione dei prezzi dei farmaci con le principali case farmaceutiche. I titoli del settore sprofondano in Borsa e perdono il 50% del valore.

Sprofondano i semiconduttori
I fabbricanti di semiconduttori e le sue applicazioni cominciano a generare rendimenti decrescenti. Le società del comparto non sanno come continuare a espandere il proprio business a causa di una saturazione del mercato. L’indice Msci World Semiconductor perde il 50% e si apre una fase molto negativa per le prospettive dell’industria.

Il modello svedese torna in auge
La Svezia, un’economia piccola e molto aperta (con una forte dipendenza dall’export) entra in recessione. Grazie a tassi d’interesse bassi e elevati surplus fiscali, il paese ha le carte in regola per ricostruire il suo modello sociale improntato a investimenti pubblici nell’educazione, nell’immobiliare e nell’assistenza sanitaria. La spesa fiscale ‘intelligente’ supporta la crescita economica e un’integrazione reale. La corona svedese si rafforza.


TOP