Di cosa hanno paura gli investitori?

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Quali sono i principali timori degli investitori in questo 2017? Quali sono i principali fattori di rischio percepiti e che impatto hanno sulle aspettative di rendimento degli investimenti?

L’edizione 2017 della ricerca RiskMonitor, redatta da Allianz Gobal Investors, rivela che al primo posto tra le preoccupazioni dei 755 investitori istituzionali intervistati, con un patrimonio complessivo in gestione pari a 34.200 miliardi di dollari tra Nord-America, Europa e Asia-Pacifico, si collocano le questioni geopolitiche.

Se è vero che i mercati finanziari non hanno mai operato sotto una campana di vetro, questa è la prima volta, dal lancio della prima indagine nel 2013, che le preoccupazioni per il quadro geopolitico mettono in ombra altri fattori di rischio, inclusi l’aumento dei tassi d’interesse e il rallentamento economico, e mette in luce che questi timori hanno oggi un impatto maggiore sul comportamento degli investitori rispetto a qualsiasi fase precedente nella storia.
Analizzando i dati nel dettaglio, tra gli investitori globali intervistati, il 44% ha dichiarato che le problematiche geopolitiche, come la guerra in Siria e le continue tensioni con la Corea del Nord, rappresentano il rischio maggiore per la performance dei loro investimenti, mentre al secondo posto, con il 41%, si posizionano i timori per il rallentamento economico, seguiti dai rischi legati all’aumento dei tassi di interesse con il 32%.

A livello geografico, non è una sorpresa che la regione dove i timori geopolitici sono più sentiti è l’area Asia-Pacifico, dove la percentuale sale al 47%, seguita dall’area Europa-Medio Oriente con il 45%. Fa eccezione il Nord-America, dove in cima alla lista troviamo il rallentamento economico globale con il 41%, e l’incertezza geopolitica si posiziona al secondo posto, con il 40%.
Un dato da considerare ancora più significativo di questo rinnovato clima di incertezza è che solo il 26% degli investitori si sente di escludere un rischio estremo nei prossimi 12 mesi. A livello globale, il 45% degli intervistati considera un evento di questo genere possibile, una percentuale significativamente in aumento rispetto al 2016, quando si attestava al 37%.

I risultati dell’indagine mettono in evidenza come in questo contesto la ricerca di un equilibrio tra rischio e rendimento rappresenti un vero e proprio dilemma, di fronte al quale gli investitori hanno iniziato a focalizzarsi maggiormente sulla gestione del rischio, riducendo al contempo le aspettative di rendimento, nonostante la recente forte corsa dei mercati azionari. Da questo punto di vista è indicativo che il 51% degli intervistati abbia dichiarato di aver abbassato le aspettative di rendimento per il prossimo anno, e il 53% abbia affermato di essere disposto a sacrificare il potenziale di rialzo per tutelarsi dal rischio di eventi estremi.
Nel tentativo di risolvere il dilemma rischio-rendimento, gli investitori riconoscono l’importanza della gestione attiva: i due terzi (il 65%) degli intervistati affermano che nell’attuale contesto di mercato gli investimenti gestiti attivamente giocano un ruolo di rilievo nei loro portafogli.

In questo quadro caratterizzato da molte ombre non manca qualche nota positiva. infatti, dalla ricerca emerge che gli investitori si sentono più fiduciosi nei confronti del sistema finanziario nel suo complesso. Tra gli intervistati, solo uno su venti si mostra preoccupato per il rischio di controparte, mentre nell’indagine dell’anno precedente questo timore era espresso da un investitore su cinque. Questo suggerisce che la regolamentazione, insieme ad altri fattori, stanno contribuendo a ristabilire un generale clima di fiducia nei confronti dei mercati nel loro complesso.


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