Come scegliere un Etf

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A quali voci di costo dovrebbero prestare particolare attenzione i sottoscrittori? Perché è importante la liquidità di un Etf. Cosa fa un gestore di portafogli azionari indicizzati?

Quanto peso ha la variabile ‘costo’ nella scelta di un Etf?
Investire in Etf significa compare dei fondi di investimento a gestione passiva che replicano l’andamento di un indice che ospita un gruppo –più o meno vasto- di strumenti finanziari. Non essendoci alcuna gestione attiva, non ha senso scegliere i veicoli più cari. Se analizziamo le singole categorie di Etf, possiamo facilmente notare che la differenza tra la commissione annua dell’Etf meno costoso e quella del prodotto più costoso è spesso minima e non influisce più di tanto sul risultato finale dell’ investimento, a meno che l’orizzonte temporale dell’investitore non sia molto lungo.
Facciamo un esempio: un Ter annuo dello 0,30% determinerà un costo totale del 2,96% su un investimento di dieci anni; una commissione annua dello 0,50% implicherà un costo complessivo di 4,89% nello stesso periodo. Il peso della differenza comincerà ad essere evidente solo su tempi lunghi.
Oltre al Ter (Total expense ratio), lo spread denaro-lettera rappresenta un altro costo aggiuntivo, di cui gli investitori in Etfd dovrebbero tener conto. I fatti suggeriscono che tali spread tendono ad essere minori per gli strumenti con patrimoni elevati, che generano volumi di contrattazione maggiori.


L’importanza della liquidità

Anche se è probabile che l’occhio dell’investitore cadrà prima sulla variabile costo, la variabile liquidità assume un’importanza ancora più rilevante. Se l’Etf selezionato è poco scambiato sul mercato, le conseguenze negative più marcate sono due: aumenta il rischio di delisting, ossia di cancellazione dell’Etf dalla Borsa in cui è stato sottoscritto; in caso di tracollo dei mercati, sarà più complicato trovare qualcuno disposto ad acquistare quote dell’Etf e, pertanto, sarà un’impresa ardua liquidare l’investimento.

Qual è l’obiettivo principale di un gestore di portafogli indicizzati?
L’obiettivo principale di un gestore di portafogli azionari indicizzati consiste nel garantire che il rendimento dell’Etf segua il più possibile il rendimento del benchmark di riferimento. Per conseguire tale obiettivo vengono usate la replica completa o le tecniche di ottimizzazione per i fondi cash-based. La replica completa comporta il possesso, con lo stesso peso, di tutti i titoli che compongono l’indice. Tuttavia, a volte, la replica completa non è efficiente dal punto di vista del costo o della liquidità. In tal caso, gli esperti usano tecniche di ottimizzazione, che non richiedono l’acquisto di tutti i titoli dell’indice. Un gestore di portafogli azionari indicizzati controlla ogni giorno il livello di liquidtà dei fondi, le posizioni valutarie (FX) ed i pesi, paragonandoli al benchmark di riferimento.

Qualsiasi eccezione del rendimento o disallineamento imprevisto del peso vengono esaminati e, se è necessario, rettificati. Un altro compito è quello di gestire anche i processi di cash creation e di redemption, tipici degli ETF. Uno dei punti principali che distinguono gli ETF dai tradizionali fondi indicizzati, è il requisito in base al quale si deve pubblicare ogni giorno l’esatta composizione del portafoglio di tutti gli ETF.

Visto che si tratta di prodotti a gestione passiva, quanto incide l’esperienza del gestore nella gestione dei portafogli azionari indicizzati?
Il grado d’esperienza e competenza di questo tipo di gestori determinano la qualità della gestione di un portafoglio. Quando ci si trova a dover affrontare complesse operazioni aziendali ed impegnativi ribilanciamenti degli indici, i gestori più esperti sono più preparati, possono quindi valutare tutte le opzioni e prendere le decisioni migliori. Una maggiore esperienza offre inoltre particolari vantaggi nella gestione di fondi con esposizione ad un paese specifico, di difficile accesso. Per esempio, per i fondi dei mercati emergenti, una conoscenza approfondita di quel particolare mercato può aiutare il gestore di portafogli azionari indicizzati ad ottenere un rendimento allineato al benchmark di riferimento e valutare se un nuovo benchmark possa essere più adatto ad un determinato fondo.


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