Business, l’Italia resta indietro

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L’Italia fatica a stare al passo con il resto del mondo sviluppato e perde posizioni nella classifica dell’attrattività per il business globale.

E’quanto emerge dalla settima edizione dell’International Business Compass 2018, la classifica globale degli indicatori economici, politico- normativi e socio-culturali elaborata da BDO, network globale di revisione contabile e consulenza alle imprese, in collaborazione con HWWI (Hamburg Institute of International Economics), prendendo in esame i dati di 174 paesi nel mondo, in tutti i continenti. Obiettivo dell’IBC è quantificare l’attrattività imprenditoriale dei vari paesi del mondo nella forma di un singolo indice che sia espressione dello stato di sviluppo della società e del business di ogni stato.

Secondo il report, lo scenario mondiale è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2017, e a livello generale i paesi Ocse si confermano ancora i leader della classifica. Le prime quattro posizioni rimangono invariate rispetto all’anno scorso: al primo e al secondo posto troviamo Singapore e Hong Kong, seguite da Svizzera e Olanda, che si confermano i paesi europei più attrattivi. L’Irlanda guadagna due posizioni e sale al quinto posto, grazie al calo del tasso di disoccupazione e al miglioramento del rapporto deficit-Pil.

Al sesto e al settimo posto troviamo Danimarca e Norvegia, che perdono entrambe una posizione. Gran Bretagna, Canada e Australia chiudono la classifica delle prime dieci posizioni.

Italia solo quarantesima

L’Italia perde terreno, nonostante un punteggio generale più alto rispetto alla scorsa edizione, e scende di cinque posizioni nella classifica generale, passando dal trentacinquesimo al quarantesimo posto. Il nostro Paese è stato scavalcato, nell’ordine, da Lituania (34°), Bahrain (36°), Lettonia (37°), Ungheria (38°) e Slovacchia (39°). Per quanto riguarda i singoli indicatori, migliorano le condizioni economiche (dal 51° al 45° posto nella relativa classifica), ma l’Italia perde ben sei posizioni a livello socio-culturale nonostante un punteggio simile a quello dello scorso anno (dal 33° al 39° posto nella relativa classifica). Rimane invariata per l’Italia l’attrattività come luogo di produzione (25° posto in classifica) e come mercato finale (19° posto) all’interno dei paesi Ocse.

Si conferma in testa alla classifica della produttività l’Olanda, che beneficia della sua posizione strategica centrale all’interno del continente europeo e delle favorevoli politiche finanziarie. Per quanto riguarda, invece, l’attrattività come mercato commerciale, al primo posto troviamo la Svizzera.

«La situazione del nostro Paese non peggiora, ma purtroppo neppure migliora» ha commentato Simone Del Bianco, managing partner di BDO Italia. «Nell’ambito dei paesi Ocse, Spagna e Turchia fanno meglio di noi a livello economico, pur essendo tra i pochi piazzati peggio di noi nella classifica assoluta. È segno che ancora molto c’è da fare per rendere l’Italia una meta attrattiva per il business internazionale, sia a livello politico-normativo, sia a livello economico. Il lato positivo della medaglia è che ci sono per il Belpaese ampi margini di miglioramento e grandi opportunità da cogliere.»


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