Argentina, peronisti al potere ma sarà il debito a dominare la scena

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Fernandez ha ottenuto il 48% dei voti mentre Macri ha avuto circa il 40,5%. Se c’è stata una sorpresa, è stato che Macri è andato meglio del previsto. Il divario si è ridotto al 7,5%, un miglioramento significativo per lui rispetto alle precedenti PASO (le primarie simultanee obbligatorie).

Anche se un divario del 17% rappresentava un obiettivo troppo ambizioso per Macrì, la sua instancabile campagna elettorale delle ultime due settimane è riuscita comunque a mantenere Cambiemos una forza rilevante. Infatti, se da un lato Fernandez sarà in grado di ottenere un sufficiente sostegno in entrambe le Camere per avere una maggioranza semplice, Cambiemos manterrà un potere di veto per tutto ciò che comporta cambiamenti costituzionali.

Il lato positivo è che il movimento Cambiemos del Presidente Macri ha ottenuto 2 milioni di voti in più rispetto alle primarie, mettendo a segno una vittoria schiacciante nella città di Buenos Aires e vincendo anche in altri distretti chiave. Senza una maggioranza al Congresso, l’azione di Alberto Fernandez sarà limitata dall’opposizione più forte di Cambiemos. Ciò ridurrà il rischio di assistere a sviluppi estremi come cambiamenti alla costituzione. Al momento sembra molto improbabile che assisteremo a un’implosione di Cambiemos, scenario che lascerebbe carta bianca ai kirchneristi.

Un altro rischio che sembra essere diminuito è quello di una transizione disordinata. La Banca Centrale Argentina (BCRA – Banco Central de la República Argentina) ha già imposto controlli più stingenti sul capitale, e gli sforzi volti a implementare tali misure prima dell’effettivo cambiamento al Governo il 10 dicembre, inizieranno adesso.
Le dichiarazioni più in evidenza sono quelle del Governatore della Provincia di Buenos Aires, Axel Kiciloff, e di Cristina Kirchner che hanno adottato la linea dura, mentre Alberto Fernandez è stato più conciliante, anche se ha menzionato i tempi duri che si prospettano per l’Argentina.

Questo sottolinea la tensione che persisterà durante l’amministrazione di Fernandez tra gli estremisti e le forze più moderate all’interno del Partito Peronista. Preparare la popolazione per i tempi duri che attendono potrebbe inoltre suggerire che il suo approccio alla politica non sarà la mossa populista puramente pro-crescita che ha suggerito durante la campagna elettorale

Iin tutti i casi, il discorso iniziale di Fernandez è stato percepito come moderato. Inoltre, è previsto per oggi un incontro tra Macri e Fernandez per iniziare la transizione, il che è chiaramente positivo.
Il conflitto interno tra Kirchner e Fernandez potrebbe limitare i tentativi di perseguire un percorso economico più ortodosso e probabilmente assisteremo a un mix di politiche come il controllo sui capitali, un aggiustamento fiscale limitato, tasse sull’export più elevate, monetizzazione, controlli sul rapporto tra prezzi e salari e default o rinegoziazione del debito.

L’Argentina ha rafforzato i controlli sui capitali domenica 27 ottobre dopo che Fernandez ha vinto le elezioni. 200 dollari al mese è il massimo consentito per l’acquisto tramite conti bancari rispetto ai $ 10.000 al mese in precedenza. Ancora una volta, questo non dovrebbe essere visto come una sorpresa dopo le elezioni.


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